Ricorrenza

I Presidenti della Repubblica Italiana: come vengono eletti e chi sono stati

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2 giu 2017 - 12:43

Il 1° gennaio 1948 entrava in vigore la Costituzione italiana, adattata, in seguito all’esito a favore della Repubblica, al referendum del 2 giugno 1946, al sistema della Repubblica Parlamentare. E proprio la Costituzione prevedeva pure un Governo dei Ministri, un Parlamento composto da due camere (Camera dei deputati e Senato) e anche il Capo dello Stato, che sarebbe il Presidente della Repubblica.

Il Presidente della Repubblica viene eletto ogni 7 anni dal Parlamento in seduta comune (quindi Camera e Senato insieme), scegliendo tra chi ha i requisiti che permettono la possibile elezione, ovvero: la cittadinanza italiana, un’età superiore ai 50 anni e pieni diritti civili e politici. Un’elezione richiede una maggioranza pari ai due terzi degli scrutini e avviene per voto segreto.

La figura del Presidente della Repubblica è quella del Capo di Stato, nonché quella rappresentativa del proprio paese. Non solo, proprio il Presidente è posto al vertice della tripartizione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario); infatti proprio il Capo di Stato può sciogliere in anticipo il Parlamento per un’elezione anticipata; può promulgare le leggi approvate in Parlamento entro un mese; può nominare il Capo del Governo dei Ministri; può dichiarare guerra, dato che detiene il comando delle forze armate; e molte altre cose, descritte sempre nella Costituzione redatta nel 1948.

Ma chi sono stati i Presidenti della Repubblica italiana?

Il primo fu Enrico De Nicola, proveniente dal Partito Liberale Italiano, che fu presidente per 4 mesi nel 1948. A lui seguì Luigi Einaudi, uno dei padri della Repubblica Italiana, che rimase in carica dal maggio 1948 fino al maggio 1955. Dopo venne un esponente della Democrazia Cristiana, Giovanni Gronchi, in carica dal 1955 fino alla scadenza del suo mandato nel 1962. Sempre della D.C., Capo di Stato fu pure Antonio Segni, che rimase in carica solo 2 anni.

Nel 1964 ci fu un cambio di provenienza: ad essere eletto Presidente della Repubblica fu un esponente del Partito Socialista Democratico Italiano, Giuseppe Saragat, che rimase in carica fino al 1971; fino a quando non fu eletto di nuovo un esponente della D.C., Giovanni Leone, che rimase fino al 1978. A divenire 7° Presidente della Repubblica fu Sandro Pertini, del Partito Socialista Italiano, che si conosceva già, per il discorso e incitamento ai partigiani della Resistenza al Fascismo del 24 aprile 1945: “Arrendersi o perire!“.

A Pertini nel 1985 successe un altro esponente della D.C., Francesco Cossiga, che rimase fino al 1992; mentre dal ’92 fino al ‘99, fu Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. A succedergli nel 1999 fu Carlo Azeglio Ciampi, rimasto anch’egli in carica per 7 anni, fino al 2006, quando fu poi eletto Giorgio Napolitano, esponente dei Democratici di Sinistra. Giorgio Napolitano fu l’unico tra i 12 Presidenti della Repubblica ad essere eletto due volte: il primo mandato fu dal 2006 al 2013, mentre il secondo durò solo 2 anni, fino al 2015. A succedergli è stato l’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (che fu vice segretario della D.C.).

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Samuele Amato



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