Querelle

La guerra sui punti nascita prosegue, Ioppolo: “Discriminazioni sono inaccettabili”

ioppolo
9 gen 2016 - 06:14

PALERMO - Punti nascita salvati e altri condannati alla chiusura. In Sicilia la mannaia non è stata uguale per tutti e ieri con una lunga marcia dalle Madonie sino al capoluogo della Regione un drappello di sindaci del comprensorio di Petralia Sottana – uno dei punti nascita “tagliati” dal Ministero – ha manifestato civilmente ma con decisione la propria contrarietà.

I sindaci hanno chiesto al prefetto di Palermo un’interlocuzione sia con il ministero sia con la Regione per la riapertura dell’importante presidio che è stato chiuso a partire da gennaio.

Un punto nascita che con la sua dismissione costringe le partorienti di Petralia Sottana a dover percorrere quasi 100 chilometri per raggiungere l’ospedale più vicino. Il tutto con strade non straordinarie rese ancora più impervie dalle rigide condizioni climatiche invernali.

Inoltre parecchi malumori sono sorti dopo alcune “discriminazioni”. Infatti altri punti nascita si sono salvati pur essendo nelle stesse condizioni di Petralia Sottana.

Punti nascita che casualmente si trovano in luoghi dove l’Ncd è parecchio forte come Bronte e Licata. Ncd a cui appartengono il sottosegretario Castiglione e i ministri Lorenzin e Alfano. Così la politica si trova con un’altra gatta da pelare e l’anno non è di certo iniziato sotto i migliori auspici per il governo Crocetta: dal caso del Piano Giovani e i fondi usati per pagare enti di formazione al caos dei punti nascita sembra che il presidente sia sempre con le spalle al muro.

Per il presidente della commissione sanità all’Ars Pippo Digiacomo “occorre un confronto e per questa ragione avremo un’audizione la prossima settimana con i sindaci, tecnici e i rappresentanti dell’Asp: serve senso di equilibrio”. 

Il deputato del Pd non si sbilancia oltre aspettando l’audizione però non può fare a meno di notare come “punti nascita in condizioni analoghe hanno subito trattamenti diversi, alcuni sono stati chiusi altri sono rimasti aperti”.

Più loquace il vice presidente della commissione sanità Gino Ioppolo della Lista Musumeci: “Mi rifiuto di pensare che possano esserci dei favoritismi in tema di salute pubblica. Forse c’è stata una mancanza di approfondimento nella valutazione per i 4 punti su cui è calata la mannaia”. ù

“Ad esempio basti pensare a Mussomeli – prosegue Ioppolo – che è un luogo con strade spesso impraticabili e distante dagli ospedali che si trova al confine tra tre province. Stessa cosa vale per Lipari: forse nessuno ha segnalato al ministro che si tratta di un’isola!”.

Per il deputato di centrodestra occorre andare oltre la fredda dei numeri (sotto i 500 parti il punto nascita si avvia alla chiusura): “Non è una soglia su cui si può valutare se viene reso un buon servizio o meno. Un punto nascita con 499 parti va chiuso e uno con 501 vive? Servono altri parametri”.

Ioppolo ha chiesto all’assessore regionale Gucciardi di “farsi sentire di più nei confronti del ministero” e intanto la commissione sanità ha chiesto una deroga dopo che si era già espressa favorevolmente per il mantenimento dei punti nascita.

“Forse per Roma – conclude il vice presidente – la Sicilia rappresenta un fastidio in questa fase. Eppure non si comprende questa incomunicabilità e sfiducia visto che sia nella capitale sia a Palermo governa il Pd con le stese alleanze. Comunque l’assessore Gucciardi è uomo avveduto e saprà interloquire con il governo nazionale: le esigenze di questa Regione le possono conoscere soltanto i governi locali, I cittadini non possono essere discriminati a seconda del territorio dove nascono: se si nasce in una grande città si è fortunati mentre altri territori non possono essere abbandonati”.

Andrea Sessa



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