Allarme

Granata denuncia: test sismici a Pantelleria e Capo Passero

20 ott 2014 - 11:26

Le compagnie petrolifere perforeranno lo Stretto di Sicilia perché non esistono condizioni avverse all’estrazione del greggio dai fondali marini siciliani.

“È una grossa bugia - affermano Mila Caldarella e Fabio Granata, coordinatore regionale e nazionale di Green Italia - quella sostenuta da Schlumberger, azienda leader nel settore dei test sismici che ha intenzione di effettuare acquisizioni in due aree dello stretto, quella di Capo Passero e quella di Pantelleria, un’area di 6.138 kmq in cui si effettueranno i cosiddetti “air guns” , esplosioni di aria compressa che generano onde d’urto.

Per far autorizzare questo bombardamento la Schlumberger ha presentato due richieste di autorizzazione che sono al vaglio della Commissione di Valutazione dell’Impatto Ambientale (Commissione Via) e in ciascuna di esse vi è uno studio di impatto ambientale (SIA) che sostengono false motivazioni a sostegno della fattibilità degli air guns nello Stretto di Sicilia.

“La Sclumberger - affermano Caldarella e Granata - sostiene che i fondali sono illustri sconosciuti e non fondali ad elevata biodiversità. L’azienda ignora che sono habitat protetti dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea perché popolati da coralli bianchi, abitati da numerosi cetacei, protetti dalla Convenzione del Mediterraneo ACCOMAB. Ignora anche che queste siano aree riproduttive per pesci, le spawning areas, e sostiene che nelle aree dove si vuole operare non ci siano nursery areas, aree di alimentazione delle creature marine, dove vivono naselli, triglie di fango, gambero bianco, acciughe, tonno rosso, squalo bianco, tartarughe e gambero rosso”.

“Questa enorme bugia viene giustificata sostenendo che si opererebbe nell’area GSA 16, mentre, grazie alla denuncia di Alessandro Giannì di Greenpeace, si rileva da una sovrapposizione delle immagini che loro volontà è quella di agire nell’area FAO GSA 15, una zona altamente pescosa in cui il valore del pescato è di circa 130 milioni di euro l’anno”.

“A questo punto ci chiediamo per quale motivo si chiedono enormi sacrifici al mondo della pesca che riceve ogni anno minori finanziamenti di sostegno destinati al suo comparto, quando il governo autorizza le trivellazioni come rilancio dell’economia siciliana a danno dei pescatori che risentono pesantemente i danni dovuti ad una crisi economica mondiale ed in particolare del settore”.

“E chiediamo all’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Paolo Ezechia Reale, di prendere una posizione e di sostenere le motivazioni che spingono Greenpeace a presentare una lettera di diffida alla commissione VIA affinché vengano fuori tutte le bugie menzionate nello Studio di Impatto Ambientale presentato al Ministero dell’Ambiente, ricordando che lo Stretto di Sicilia è un ecosistema di diversità biologica talmente ricco da essere dichiarato “Area di Reperimento” per le Aree Marine protette del Mediterraneo!”. 

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Redazione NewSicilia



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