Intervista

Giuseppe Berretta manda un telegramma a Bianco: “Perché rifiuti il dialogo?”

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Il deputato Giuseppe Berretta e il segretario regionale del Pd Fausto Raciti
7 gen 2015 - 12:34

CATANIA - Probabilmente nella calza di Giuseppe Berretta la befana, su input di Bianco, avrà portato tanto carbone. Il deputato nazionale del Pd si è reso protagonista di un duro botta e risposta con il sindaco etneo Enzo Bianco che ha vestito i panni del ventriloquo.

Alle accuse di Berretta sulla gestione della città hanno risposto i capigruppo di maggioranza del consiglio comunale che, però, qualche delusione l’hanno data a Bianco. Ultima per ordine cronologico la delibera sul Pua.

Questa mattina su La Sicilia è intervenuto il segretario regionale dem Fausto Raciti che da un lato ha difeso l’omologo provinciale Enzo Napoli e dall’altro ha confermato che “serve un rilancio e un rapporto con l’amministrazione comunale”. Inoltre Raciti ha ammesso che sul Pua vi è stata “una difficoltà della maggioranza in consiglio comunale”.

NewSicilia.it ha intervistato telefonicamente l’onorevole Berretta in attesa del volo che lo riporterà a Roma.

Come giudica le affermazioni di Raciti? Il suo segretario ha detto che “non vede un’alternativa a Enzo Napoli”?

“Mi sembra un’affermazione eccessiva per un partito come il Pd non avere alternative. Il nostro segretario provinciale ricopre anche un ruolo all’assessorato al Turismo e ciò comporta un’oggettiva difficoltà a conciliare un altro ruolo che impone una presenza sul territorio di Catania e sulla sua provincia”.

Noi abbiamo scritto che la Cgil etnea è organica al Pd cittadino. Cosa pensa in merito?

“Non c’è dubbio che la Cgil abbia un ruolo importante per il Pd ed è normale che sia così. C’è stata una scelta di mettere la Cgil dentro il partito: vi sono ex dirigenti che hanno ruoli di primaria importanza e credo che l’assetto del partito sia eccessivamente condizionato dal peso dei dirigenti della Cgil. Penso sia giusto distinguere i ruoli perché si rischia di compromettere l’autonomia del partito”.

I suoi detrattori la accusano di “rosicare” per la mancata candidatura a sindaco…

“Ho dimostrato di avere superato quel passaggio. Abbiamo sostenuto Enzo Bianco pur avendo delle perplessità sulle modalità di quella scelta. A distanza di due anni, però, è normale che si facciano delle considerazioni su come si è governato e sul futuro. Ho dato voce a una insoddisfazione diffusa e giustificata. Mi dicono anche che sarei debole in termini elettorali, ma quando mi sono messo in gioco ho sempre ottenuto buoni risultati”.

Quali, a suo giudizio, dovrebbero essere le linee guida per l’amministrazione comunale?

“Come si individua un’amministrazione di centrosinistra? Si individua attraverso delle priorità come il lavoro, lo sviluppo occupazione e su questo non è stato fatto granché. C’è l’esigenza di mettere al centro del dibattito la vivibilità di Catania: il traffico continua a essere un problema e anche la viabilità e le soluzioni sin qui studiate non hanno risolto i problemi. Inoltre le scuole non sembrano avere una centralità così come i quartieri periferici. Librino è un quartiere dormitorio senza servizi e dovrebbe essere un grande tema affrontato dal Pd”.

Che voto darebbe sinora a Bianco?

“Preferisco non dare pagelle. L’unico giudizio è quello dei cittadini e degli elettori”.

Perché Bianco non le ha risposto direttamente?

“In questa fase si è deciso di non aprire un dibattito pubblico e si rifiuta il confronto. Non sono stato l’unico. Anche il professore Caserta o le associazioni di categoria, i consiglieri comunali non hanno avuto un confronto con l’amministrazione. Reputo questa scelta sbagliata”.

L’hanno accusata di fare opposizione e di “remare contro”. Cosa risponde?

“Paradossalmente coloro i quali mi dicono che rimpiango il centrodestra sono gli stessi che governavano con Scapagnini e Stancanelli. Noi proseguiremo su questo lavoro per rappresentare i bisogni dei cittadini: non c’è un atteggiamento preconcetto ma solo la ricerca di un dialogo. Penso che il Pd possa essere un “antidoto” a una maggioranza con elementi che in passato sono stati nel centrodestra”.

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Andrea Sessa



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Un pensiero su “Giuseppe Berretta manda un telegramma a Bianco: “Perché rifiuti il…

  1. gilda

    non mi stupisco che l’amministrazione e il primo cittadino non dialoghi ma è strano che non lo faccia neanche con il pd. non siamo per niente in democrazia e trasparenza a catania. il bene della città non interessa all’amministrazione si è visto col ripristino delle barriere architettoniche in corso delle province e quello è solo perchè lì vi abita il primo cittadino. non interessa cosa è bene per la città e i suoi cittadini gli interessi stanno diventando personali senza interpellare nessuno

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