Intervista

Da Giulia Grillo (M5S) affondo contro Bianco: “Catania è la sua Waterloo”

Giulia Grillo, deputata etnea del Movimento
Giulia Grillo, deputata etnea del Movimento
12 set 2015 - 06:06

CATANIA - Sono omonimi ma diversi. Se Beppe Grillo ha recentemente intrapreso una svolta “moderata” con toni più pacati Giulia Grillo, deputata nazionale del Movimento, non le manda certo a dire a Cosimo Indaco, Enzo Bianco e a Rosario Crocetta e sfodera gli artigli quando si parla di Sicilia.

I grillini a Catania sono una forza extra consiliare ma puntano apertamente a Palazzo degli Elefanti e il nome stesso di Giulia Grillo è già circolato nell’ambiente. Ma per ora per la deputata pentastellata l’obiettivo è far terminare le esperienze governative etnee e regionali per imprimere una svolta: “I cittadini si devono svegliare: o ora o mai più!”.

- Lei ha denunciato con alcune interrogazioni la situazione dell’autorità portuale di Catania evidenziando un conflitto d’interessi sulla posizione del presidente. Ha ottenuto risposte?

“L’interrogazione sul porto di Catania e sulla posizione del presidente Indaco è stata presentata e sollecitata sia al Senato sia alla Camera e non abbiamo avuto alcuna risposta. Il porto è di grande interesse e ci sarà una verosimile cementificazione e si parla di cemento in una città allo sbando in grande sofferenza dove ha chiuso tutto, c’è degrado e non ci sono regole. In tutto ciò il porto doveva essere un volano della ripresa ma si pensa solo a cementificare con una figura non idonea perché secondo noi esiste un conflitto d interessi. Lo segnaleremo all’Autorità Nazionale Anticorruzione perché probabilmente vi sono dei motivi per non continuare a confermare l’incarico al presidente dell’autorità portuale”.

- È intervenuta anche sui conti del Comune di Catania in maniera piuttosto dura…

“La Corte dei conti sul Comune ha rilevato incongruità ed è intervenuta pesantemente. Abbiamo posto un’interrogazione e provvederemo a sollecitare risposte. Non crediamo nei commissariamenti perché si spostano le responsabilità da un soggetto ad un altro. C’è gente pagata ed eletta per affrontare i problemi mentre la città è allo sbando. Mentre ancora si usa il Comune come cassa, ad esempio con il caso gettonopoli con le commissioni consiliari che durano anche pochi minuti e andrebbero rivisti tutti i loro criteri”.

- Cosa è emerso per le commissioni consiliari catanesi?

“A Catania sono emerse commissioni che si riunivano per pochi minuti con risultati pari a zero. Esiste la commissione bilancio che poteva sollecitare ed attenzionare certi temi importanti. Ci domandiamo cosa stiano lì a fare i consiglieri visto che il bilancio è l’aspetto più importante. Ma spesso sono chiacchiere che ci costano perché le commissioni prevedono il gettone”.

- Qual è il giudizio sull’amministrazione Bianco sino ad ora?

“Il giudizio è quello di una Waterloo assoluta. Catania è una città difficile e lo sappiamo: le amministrazioni Scapagnini e Stancanelli ci hanno devastato e Bianco ha ereditato ciò, ma non ha fatto nulla per cambiare. Tornando da Roma mi rendo conto di quanto sia peggiorata questa città. Questa gente riesce solo a pietire qualche lira alla Regione e al Parlamento: non si amministra così ma si deve rendere produttivo ciò che può esserlo. Ed è chiaro che punteremo a Catania e alla Regione”.

- Com’è la Sicilia vista da Roma?

“La Sicilia vista dalla Capitale non esiste. Nella conferenza Stato – Regioni la Sicilia è praticamente inesistente, anche in materia di sanità. Tutte le decisioni si prendono escludendo l’isola e ci siamo fatti soffiare milioni di fondi sviluppo e coesione. C’è un’autostrada crollata e vi sono gli atti alla procura e continuiamo a essere nelle mani di nessuno. Però me la prendo anche con chi ha dato fiducia e continua a difendere questa gente: i siciliani si devono svegliare o ora o mai più”.

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Andrea Sessa



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