Amministrazione

Gestione rifiuti: ecco il nuovo ente che li gestirà. Ass. Contrafatto: “Tagliamo costi ed eliminiamo sprechi”

Vania-Contrafatto
16 giu 2016 - 12:54

SICILIA - È pronta e in fase di approvazione la rivoluzionaria riforma del servizio di gestione dei rifiuti che vuole e chiede la nascita di un unico ente di governo, regolazione e controllo dei rifiuti in collaborazione coi comuni siciliani.

L’Eser, questo il nome del nuovo ente, sarà gestito da una figura in possesso di specifici requisiti e competenze che prenderà il ruolo di direttore generale, nominato da un’Assemblea di cui faranno parte i sindaci e gli assessori delegati e si occuperà del funzionamento dell’ente, dell’approvazione del bilancio, della predisposizione dei piani di fabbisogno del personale e dei rapporti con l’utenza. Nascerà anche un collegio di revisori chiamato a supervisionare, controllare e vigilare la gestione del servizio per assicurarne la qualità.

Insomma, l’Eser già si impone sul territorio come un colosso che porrà fine alle gare d’appalto affidate ai comuni e al servizio di raccolta in micro-porzioni di territorio, i vecchi Ato, agevolando la pianificazione e la gestione del circuito di smaltimento dei rifiuti.

“Interveniamo tagliando i costi, eliminando gli sprechi, definendo in modo chiaro ruoli e responsabilità, tutelando i dipendenti ma soprattutto garantendo un servizio efficiente ed economicamente sostenibile per i cittadini. Andiamo verso una semplificazione delle procedure e un coinvolgimento attivo dei comuni, lasciando alla Regione il ruolo che le spetta, ossia la pianificazione”, così interviene l’assessore Vania Contrafatto, spiegando con parole chiare e persuasive l’utilità del nuovo servizio.

Nel caso in cui la riforma venga accettata con procedura d’urgenza dall’Ars entro questa estate, la Sicilia verrà inizialmente divisa in 9 macro aree corrispondenti alle vecchie province e ogni gara dell’Eser, che da solo gestirà gli appalti, assegnerà la gestione della raccolta, del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti in uno di questi “bacini territoriali di affidamento”.

L’Eser, quindi. programmerà tutto ciò che serve per la gestione, che può essere affidata ai privati o a società in house o a società miste.

Un tasto dolente riguarda il personale del settore e, Infatti, il passaggio a un unico ente gestore avverrà gradualmente e in maniera meno invasiva possibile. I dipendenti dei vecchi Ato, inseriti in un albo unico dei lavoratori, verranno divisi in tre categorie: i lavoratori assunti prima del 31 dicembre 2009, a cui spetteranno le maggiori garanzie, i dipendenti assunti dopo questa data e, infine, una terza categoria potrà accogliere chiunque intenda lavorare nel settore.

Al termine di questa fase di transizione, poi, il personale verrà determinato in base al fabbisogno, eliminando i vecchi stipendi, e, in caso di posti liberi, saranno banditi concorsi. Dopodichè le assunzioni saranno bloccate per un triennio.

Un meccanismo complesso ma che, come affermato da Contrafatto, porterà a grandi soddisfazioni.

Clelia Mulà



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