Lavoro

Garanzia Giovani: Regione sacrifica i 25 milioni di euro per le nuove aziende

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7 set 2016 - 11:50

PALERMO - Per regolare i conti di Garanzia Giovani, il progetto finanziato dall’Unione europea e rivolto ai giovani tra i 18 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, la Regione siciliana utilizzerà 25 milioni di euro inizialmente destinati alla creazione di nuove aziende. Si tratta dei fondi per il sostegno all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità.

La rimodulazione di Garanzia Giovani è stata chiarita nel regolamento emanato di recente dal ministero del Lavoro e da Invitalia per la modalità d’erogazione dei finanziamenti destinati all’autoimprendialità. La Sicilia conterà su 6 milioni (invece di 31 milioni), ai quali vanno aggiunti i 13 della quota Pon Spao (Sistemi di politiche attive per l’occupazione). Le domande per ottenere i finanziamenti previsti potranno essere presentate dalla prossima settimana. 

Sono tre i tipi di finanziamenti erogati da Invitalia, per i quali si possono inviare le domande di richiesta direttamente sul sito: microcredito (da 5 mila a 25 mila euro) in un’unica soluzione; microcredito esteso (da 25 mila a 35 euro) con anticipo di 25 mila euro e il resto in saldo; prestito a rimborso (da 35 mila a 50 mila euro). 

Non mancano le polemiche. Per la Cgille decisioni prese dall’assessorato regionale al Lavoro riducono il potenziale di Garanzia Giovani, con riferimento alla creazione di nuovi posti di lavoro“. Secondo il responsabile del dipartimento Politiche giovanili del sindacato, Andrea Gattuso, si tratta di “un’occasione sprecata: la Regione per rimediare agli errori fatti nella gestione del programma ha azzerato le somme per l’apprendistato e sacrificato buona parte di quelle sull’imprenditorialità per coprire i tirocini“. 

Grazie a Garanzia Giovani i numeri dei tirocini sono lievitati sensibilmente toccando quota 47 mila

L’assessore al Lavoro, Gianluca Miccichè, dichiara che “si è scelto di rimodulare le somme all’interno di Garanzia Giovani spostando sui tirocini i 25 milioni dell’autoimpiego e dell’autoimprenditorialità poiché tale misura non aveva registrato un tiraggio numericamente consistente. Sulla base delle stime fatte, abbiamo comunque lasciato un tesoretto a garanzia delle istanze”.

Aurora Circià



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