Incontro

G7, lotta alla mafia e ponte sullo Stretto: Renzi tiene davvero alla Sicilia?

premier Matteo Renzi
22 ott 2016 - 11:00

PALERMO - Torna in Sicilia Matteo Renzi. Al teatro Santa Cecilia di Palermo, il premier, durante la manifestazione per la riforma costituzionale del 4 dicembre, “Basta un Si”, è intervenuto su vari argomenti che interessano da vicino il Sud Italia e in particolare la Sicilia.

Ieri su Twitter, il presidente del Consiglio ha svelato il logo del G7 che, quest’anno, si terrà a Taormina, in provincia di Messina. Sede, quest’ultima, non casuale: le scelte di Renzi, inizialmente, sembravano orientate su due città, Barberina di Mugello e Incisa Val D’Arno, in provincia di Firenze. 

In seguito, però, ad una battuta di un autorevole leader che definiva la Sicilia “come terra di mafia e criminalità”, la decisione di Renzi è cambiata, scegliendo come sede del G7 proprio Taormina.

G7

Nel logo viene rappresentato, in maniera stilizzata, il famoso anfiteatro greco della città e sotto la scritta dell’evento.

Non distaccandosi dalla provincia di Messina, il premier ha nuovamente affrontato il tema “Ponte sullo Stretto”, che secondo quanto detto detto dallo stesso Renzi, ha rischiato di essere definito come una vera e propria sciagura per il Paese, in quanto rischierebbe di essere adocchiata dalla criminalità siciliana. Tema varie volte toccato dal presidente del Consiglio, il quale, dopo averne avanzatola proposta, ha dimostrato di tenere posizioni spesso discordanti: l’inizio dell’anno vedeva il premier favorevole alla sua realizzazione, cosa che di recente sembrava non condividere più.

Il premier ha quindi deciso di soffermarsi sulla questione della mafia, nei confronti della quale la Sicilia lotta quotidianamente.

Sicilia libera e innovativa, questo in sintesi è ciò che il premier crede di poter far diventare realtà sull’Isola.

Redazione NewSicilia



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