Il dubbio

G 7, basterà l’Etna a salvare la faccia della Sicilia?

Etna, prosegue l'attività stromboliana tra boati e spettacolari fontane di lava
Etna, prosegue l'attività stromboliana tra boati e spettacolari fontane di lava
21 mar 2017 - 16:45

PALERMO - Ottavio Cappellani, nel suo appuntamento settimanale “Sicilian comedi” del giornale “La Sicilia”, dice che l’ Etna sta dando il meglio di sé, dando persino lezioni di marketing, in merito all’evento del G7 di maggio a Taormina, e promuovendo un’azione pubblicitaria fortissima e coprendo l’intero pianeta e in modo tale che neanche il governo regionale ci sarebbe riuscito. L’Etna, veramente sta interpretando il migliore copywriter, per il suddetto avvenimento di fama mondiale. “A Muntagna per i catanesi, o u Mungibeddu per i siciliani”, con le sue improvvise, spettacolari, inimmaginabili e interminabili colonne di fuoco è capace di determinare un elevato rumor a livello mediatico, ma ci resta un dubbio altrettanto forte e cioè quello che il siciliano come ospite di casa, a maggio e a Taormina, faccia “mala cumparsa” verso tutti gli stranieri che verranno a quel famoso appuntamento.

No! Il siciliano stesso dice che, in tema di ospitalità, è il primo al mondo. A Palermo abbiamo persino una cooperativa di lustrascarpe che potrebbe intervenire anche a Taormina per l’avvento del G7; tanto da fare invidia a chiunque? Beh, diciamo che fin qui, va bene! Ma in termini di pulizia e di servizi efficienti e di accoglienza? E proprio qui casca l’asino!

Gli ultimi fatti di cronaca indicano la Sicilia come la pattumiera d’Italia; in tema di sviluppo e occupazione è anche l’ultima fra le Regioni italiane; in tema di inquinamento ambientale non è seconda a nessuna in ambito nazionale; in tema di mafia, dicono che siamo i primi al mondo; in tema di viabilità e trasporti manco a parlarne ovvero, lùvamici manu! In buona sostanza, il siciliano quando c’è da gareggiare non si pone alcuno scrupolo, nel bene e nel male gareggia sempre, per arrivare primo. Poi, riguardo alle nostre aree di sviluppo industriale, sarebbe meglio tenerle nascoste per come sono ridotte? No, no … non è il caso, facciamole vedere ugualmente, anche se non esistono nemmeno gli stabilimenti, ma vecchi capannoni in ambienti spettrali e dove abbondano tonnellate di lastre di eternit in disuso.

E per rimanere in tema, si consiglia persino il transito ai potenti del mondo e a tutto il loro seguito dagli aeroporti di Catania e Sigonella verso Taormina via Fiumefreddo per un altrettanto spettacolo lugubre: 4.000 tonnellate di amianto interrato in 45 ettari di terreno alla Siace e alla Keyes, gli ex stabilimenti industriali di Fiumefreddo. Il luogo è sotto sequestro, ma ancora nemmeno l’ombra di una bonifica.

Poi possiamo consigliare escursioni alla discarica di Melilli, dove vengono smaltiti i rifiuti pericolosi della Ilva di Taranto, alle raffinerie di Priolo, Gela dove possiamo dare anche un souvenir come quello della foto sopra; poi a Ragusa e Milazzo, dove non manca per niente un rischiosissimo inquinamento tossico ambientale che causa specifiche malattie tumorali; poi anche nelle vecchie Miniere di Pasquasia con milioni di tonnellate di materiali radioattivi; poi una visita al sindaco di Misterbianco che chiede tutti i giorni alla Regione di chiudere la discarica di Tiritì situata nel proprio territorio comunale, poi alcune visite nei Nebrodi, nell’Ennese, nel Nisseno, nell’Agrigentino, nel Trapanese e nel Palermitano dove abbondano siti non controllati di rifiuti di qualsiasi specie, e senza l’ombra di appositi progetti di stoccaggio e di smaltimento ecosostenibile.

Ma se proponiamo queste escursioni, viene anche il dubbio che Donald Trump potrebbe chiedere a Gentiloni: “But I would like to know who governs Sicily?”, François Hollande potrebbe aggiungere: “Il mérite d’être condamné à la guillotine!” e la Merkell: “Bejahen!”. In siciliano verace, Trump chiede: “Ma iu vulissi sapìri cu minchia è ca amministra ’sta Sicilia?” e il presidente francese: “Merita a testa tagghiata!” e la cancelliera tedesca: “Veru è!”.

Come potrebbe rispondere il presidente Gentiloni è meglio non dirlo, lo lasciamo alle considerazioni che ne può trarre il lettore.

Giuseppe Firrincieli

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA