Iniziativa

Fratelli d’Italia fa tappa a Ragalna, La Russa: “Difendiamo la volontà popolare”

Ignazio La Russa Ragalna
2 set 2016 - 17:00

RAGALNA - La campagna elettorale comincia a entrare nel vivo. Già dal primo incontro di ieri a Catania, ma anche da quello di oggi al Palmeto Arena di Ragalna.

Il partito di Fratelli d’Italia-An si fa promotore delle iniziative che dovrebbero rafforzare il centro-destra in vista delle prossime elezioni. Si parte dal “No” al referendum costituzionale e per la prima volta siedono attorno ad un tavolo l’onorevole Nello Musumeci con il suo movimento “Diventerà Bellissima”, il deputato Angelo Attaguile, segretario nazionale di “Noi con Salvini”, i rappresentanti di Forza Italia, l’europarlamentare Salvo Pogliese, coordinatore provinciale a Catania, e l’onorevole Marco Falcone, presidente del gruppo FI all’Ars. Presente a Ragalna anche l’ex sindaco di Catania An, Raffaele Stancanelli. 

“Oggi, insieme, ci poniamo quali difensori della volontà popolare. La vicenda politica italiana si sta bloccando attorno al referendum costituzionale, anche se i bisogni in questo momento sono altri sarebbe sciocco non capire che la riforma costituzionale è in grado di costituire un crinale tra l’Italia che c’è e che potrebbe esserci. Votare ‘sì’ significa imbrigliare lo Stato per i prossimi 50 anni in una pessima riforma che comporta un grosso deficit di democrazia”, ha detto Ignazio La Russa commentando la riunione degli esponenti dei partiti del centro destra.

Manlio Messina, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia a Catania, è il primo a parlare della riforma delle province come il simbolo dell’attività portata avanti dalla sinistra al governo per togliere al popolo facoltà decisionale: “L’abolizione delle province abbatterebbe minimamente i costi, mentre lascerebbe in piedi una macchina senza controllo”.

A parlare è anche Nello Musumeci: “In questo contesto verifichiamo le ragioni dello stare insieme partendo dal ‘no’, abbiamo tutti il dovere di consolidare la riunione partendo da una affinità ideale e culturale. Non andremo a premiare un governo cialtrone votando per il sì ad una finta riforma”.

L’ultima battuta è di Marco Falcone: “Si tratta di una riforma involutiva che non crea semplificazioni e che aggraverà il contenzioso tra stato e regione”.

Redazione NewSicilia



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