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Fortunato Parisi (Uil): “A Catania siamo passati da malapolitica e malaburocrazia alla fame”

parisi
3 lug 2015 - 12:39

CATANIA – In pochi sanno che, in un periodo di forte crisi economica, l’Unione Europa mette a disposizione dei fondi monetari per le regioni italiane con lo scopo di incentivare la formazione di nuove attività, il libero mercato delle imprese, la realizzazione di infrastrutture insieme con tante altre cose…

Da un dato da poco fornito si apprende che la Sicilia è l’ultima regione in Italia per la spesa dei fondi europei; ironizzando potremmo definirci un “popolo di risparmiatori” ma in realtà è tutto frutto di cattiva informazione e di assenza di iniziative concrete da parte dei governi nazionali e regionali e delle cariche politiche provinciali. 

Da questi dati si evince sopratutto che la provincia più “risparmiatrice” è risultata quella catanese e proprio su questo Fortunato Parisi, segretario della Uil etnea, dichiara: Mentre la nostra Regione è ultima in Italia per spesa dei fondi europei, avendo rendicontato appena il 60.8 per cento della spesa, Catania arretra e la Cassa integrazione straordinaria schizza. Più 99,6 per cento nel confronto aprile-maggio“.

In tutto questo tempo sono stati bruciati oltre duecento milioni di euro, oltre i novecentomila destinati alle imprese e alle infrastrutture, mai stati utilizzati. Molti politici di calibro regionale e nazionale hanno sempre affermato che nella provincia catanese ci sono ottime basi per incentivare la nascita di un nuovo sviluppo economico ma questo ancora non si fa.

Ciò comporta, chiaramente, delle conseguenze come l’incremento del tasso di disoccupazione. 

Lo stesso sindaco, Enzo Bianco, ha affermato di spronare continuamente il governo per prendere degli impegni concreti ma anche Crocetta promette grandi cambiamenti e invece il suo governo è ad un passo dal barato… 

Fortunato Parisi della Uil conclude: “Questa provincia è stata ridotta da malapolitica e malaburocrazia alla fame. Fame di lavoro dignitoso! Noi della Uil siamo sempre pronti al confronto su idee e proposte di sviluppo. Più che a discutere e risolvere i nodi della crisi, però nei Palazzi sembrano solo interessati a litigare tra loro e difendere privilegi …”.

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Francesca Guglielmino



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