Sanità

Falcone e Ioppolo: “Ospedale Gravina da potenziare”

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Marco Falcone, capogruppo di Fi all'Ars
29 nov 2014 - 18:23

CALTAGIRONE - “Prendiamo atto dei nuovi reparti di malattie infettive e di medicina interna dell’ospedale Gravina di Caltagirone, inaugurati oggi alla presenza del presidente Crocetta e delle varie autorità, ma non possiamo non constatare che molte criticità rimangono e sono molto marcate”.

Questo il commento del capogruppo di Forza Italia all’Ars, l’onorevole Marco Falcone, stamane, durante la sua visita presso l’ospedale Gravina di Caltagirone, in occasione dell’inaugurazione dei reparti di malattie infettive e medicina interna.

Purtroppo, dal reparto di urologia, a quello di radiologia, per continuare al reparto di chirurgia, mancano medici e infermieri - ha detto Falcone – per cui le prestazioni sono a ridotte al minimo, nonostante le enormi potenzialità della struttura nosocomiale e le liste d’attesa hanno ancora tempi biblici”.

“Chiederemo un rafforzamento del personale – ha concluso il capogruppo azzurro – onde evitare che un presidio ospedaliero, da sempre punto di riferimento sanitario e di grande prestigio, possa essere relegato a nosocomio di periferia”.

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Presente all’inaugurazione l’onorevole Gino Ioppolo della lista Musumeci: “La presenza del presidente della Regione Rosario Crocetta e dell’assessore alla Sanità Lucia Borsellino è stata utile per sottolineare la necessità di potenziare ulteriormente i presidi ospedalieri del Calatino. Confido che i vertici del governo regionale abbiano potuto toccare con mano una realtà sanitaria di cui il territorio ha fortemente bisogno”.

“La sanità nel Calatino – ha concluso Ioppolo - rappresentata dai due presidi riuniti di Caltagirone e di Militello in Val di Catania serve una potenziale utenza di ben oltre 200 mila abitanti, il che giustifica la nostra proposta di trasformare i due ospedali riuniti in presidio di primo livello – conclude Ioppolo -. Sarà così possibile programmare lo sviluppo e la crescita delle due indispensabili strutture sanitarie”.

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Andrea Sessa



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