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Ex Province, approvata la norma Delrio

Sala d'ercole Ars
10 mag 2016 - 19:46

PALERMO - Con 34 voti a favore, 27 contrari e 1 astenuto l’Assemblea regionale siciliana ha approvato la ‘norma Delrio’, che prevede la automatica coincidenza del sindaco di capoluogo con la carica di sindaco metropolitano. La norma è stata presentata come emendamento al ‘ddl omnibus’ scavalcando tutta la lunga procedura necessaria per rimandare in aula un nuovo disegno di legge per riformare per la terza volta una riforma approvata già in due diverse versioni. La votazione (come pubblica Blog Sicilia) è avvenuta a scrutinio segreto.

I deputati del Movimento 5 Stelle si sono astenuti dal voto. In Sicilia le Città metropolitane, istituite con la recente riforma che ha dato vita anche ai Liberi consorzi, sono Palermo, Catania e Messina e adesso potranno veramente vedere la luce anche se serviranno almeno sei mesi per le procedure istitutive. Analogo percorso per i Liberi consorzi che sostituiranno le altre 6 ex province. Non cambiano i confini delle ex province ma solo le strutture amministrativo/politiche visto che è stato bocciato, invece, nei giorni scorsi, il disegno di legge che ne ridisegnava i confini territoriali in base alle richieste dei comuni.

Adesso governo regionale e governo nazionale non hanno più alibi - commenta la Cisl Funzione Pubblica -. Si è perso anche troppo tempo, adesso è giunto il momento di assicurare, nell’interesse dei lavoratori, dei cittadini e dei nuovi enti, risposte immediate. Così come risposte certe attendono da troppo tempo i precari degli enti locali siciliani, ai quali bisogna finalmente garantire una stabilizzazione che non può più attendere”.

In aula polemiche soprattutto all’interno del Pd. “Il fatto che alcuni deputati del mio stesso partito abbiano sostenuto la richiesta di voto segreto - dice il deputato Filippo Panarello - apre un grave problema politico da discutere nel gruppo e nel partito. Le opinioni sono tutte rispettabili, ma ci sono comportamenti scorretti che non possono passare sotto silenzio”.

Redazione NewSicilia



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