Dichiarazioni

Emergenza rifiuti in Sicilia, Faraone: “Nessuna emergenza, si va avanti così da anni”

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7 mag 2016 - 12:32

PALERMO - Il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, dà battaglia alla Regione su più fronti e tra un ultimatum per l’attivazione dei corsi  di istruzione e formazione professionale e una minaccia di commissariamento della stessa Regione, trova lo spazio per commentare anche la difficile situazione dell’Isola in tema di rifiuti.

“L’emergenza isolana che va di moda in questa stagione. Ma delle caratteristiche dell’emergenza non ha un bel niente, visto che è una situazione che si protrae da anni sempre allo stesso modo - si legge in un post sulla sua pagina Facebook -. Come al solito allarme rosso in piena zona Cesarini. Bisogna intervenire in maniera chiara, coraggiosa e nell’interesse dei cittadini. Il governo nazionale è dalla parte della Sicilia, è pronto a fare la sua parte, anche questa volta, ma vanno messe in campo riforme serie e strutturali. Niente galleggiamenti”.

E ancora: “Le vere lotte dovremmo farle contro le discariche, fuorilegge in tutti gli altri paesi dell’Unione e da noi ancora in voga e anzi strumento quasi esclusivo di smaltimento dei rifiuti. Dovremmo farle contro l’incapacità di investire sulla raccolta differenziata, fermi come siamo a percentuali ridicole, quando dovremmo stare al 65%. Dovremmo farle contro l’ennesimo carrozzone mangiasoldi, 27 Ambiti territoriali ottimali, salvaguardati per garantire poltrone ai soliti noti”.

La soluzione, secondo Faraone, risiederebbe nello “smantellamento” delle 27 Ato in favore, piuttosto, di “un ente che, in coerenza con la normativa comunitaria, affidi il servizio o tramite l’esternalizzazione o tramite l’affidamento in-house o ancora costituendo società mista. Vuol dire rendere efficiente il sistema, eliminando gli sprechi, attraverso una riforma della governance: all’interno di questo unico ente di governo solo i sindaci, quindi nessun compenso aggiuntivo, niente poltrone e gettoni di presenza. Vuol dire un modello che si occupi dei lavoratori, prevedendo un albo unico, al quale si accede per merito non per conoscenza”.

Marco Bua



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