Considerazione

Doppia preferenza, Saverino graffiante: “Passo indietro culturale. Ma ci sono cose più importanti”

Ersilia Saverino
Ersilia Saverino
23 giu 2016 - 12:02

CATANIA - Da molti sarà visto come qualcosa di sessista e maschilista, da altri forse no. Ad altri ancora, probabilmente non interesserà. Ieri, è stata abolita la doppia preferenza sulla legge elettorale, vista da molti come una guerra alle donne da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana.

E se c’è qualcuno che lo ha definito femminicidio politico, qualcun’altro, invece, lo vede solo come un passo indietro dal punto di vista culturale. A commentare l’abolizione della doppia preferenza è il consigliere del comune di Catania Ersilia Saverino: “Credo che metterla o meno possa rappresentare solo un cambio culturale e nulla più. Ovviamente sono contraria, ma credo che uno venga apprezzato per ciò che fa. Non credo che una donna abbia bisogno del voto di genere per puntare a qualcosa in più”.

Quanto accaduto, per la Saverino è anche spunto di riflessione per la politica siciliana di oggi: “Credo che ci siano tanti problemi su cui ci si dovrebbe concentrare. Avrei preferito che ci si soffermasse a riflettere su come rilanciare la nostra Regione, piuttosto che su una tematica del genere. Alla fine, la scelta delle persone deve ricadere su chi credono che possa fare qualcosa di buono per il territorio”.

Tutte considerazioni fatte basandosi su fatti concreti: a Catania, senza la doppia preferenza sono salite 5 donne, mentre con la sua attuazione ne sono salite “solo” 7. Insomma, non sembra esserci tutta questa grande differenza: “Numeri alla mano - prosegue la Saverino - si può dire che la doppia preferenza sia più una rivoluzione culturale che altro. Qui siamo molto indietro. E per di più la gente mostra molta sfiducia nei confronti della politica”.

Andrea Lo Giudice



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