Iniziativa

Disagio abitativo: Coltraro lancia la proposta ai Comuni degli “affitti solidali”

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11 nov 2016 - 13:24

PALERMO - “Non si può ignorare il disagio abitativo nell’isola, che lo scarso sistema di welfare non riesce né ad arginare né ad alleviare”.

Esordisce così il capogruppo all’Ars di Sicilia democratica, Giambattista Coltraro, che si fa portavoce delle istanze di tutti quei cittadini, in particolare del siracusano, che per il crollo delle proprie condizioni economiche si sono ritrovati sfrattati e nella migliore delle ipotesi ospiti “seppure indesiderati” di parenti e amici, con poche prospettive di essere assegnatari di immobili di edilizia sociale (ad oggi inesistenti o già occupati) o collocati alla meno peggio dai Servizi sociali dei Comuni di residenza in comunità alloggio che disgregano, purtroppo in diversi casi, il nucleo familiare originario aggravandone la situazione.

“Si parla troppo poco o forse niente – ha affermato Coltraro – di azioni post sfratto nella nostra Regione, dove lo scorso anno, il 2015 dunque, secondo i dati Istat i provvedimenti di sfratto emessi sono stati 2952, a fronte di 7.900 richieste di esecuzione presentate all’ufficiale giudiziario, contro i 1845 nei fatti eseguiti. Di fronte alla penuria di progetti di nuove costruzioni di case popolari, leggendo il piano triennale dell’Iacp di Siracusa, ad esempio, i pochi fondi a disposizione per tale capitolo di spesa ci fanno ben comprendere che la timida offerta possibile non potrà mai soddisfare la domanda crescente se non in percentuali irrisorie, bisogna rendere i canoni d’affitto ‘solidali’ e per farlo bisogna stringere serie e lungimiranti ‘convenzioni’ tra enti territoriali e privati, rendendo i canoni ‘accessibili’ e davvero ‘equo’”.

“Sicuramente - ha spiegato Coltraro – l’ospitalità assistita in strutture organizzate ha costi più elevati rispetto alla mia proposta di ‘detassazione delle seconde, terze e anche quarte case’, concesse dai proprietari privati in affitto a ex sfrattati o a persone che non dispongono di entrate certe per le quali i Comuni devono farsi da garanti”. “ L’idea che tramuterò in interrogazione parlamentare è quella di evitare ai proprietari di immobili il pagamento di IMU, Tari, Tasi, solo se daranno in locazione i loro immobili in affitto a soggetti disagiati (che dovranno figurare in speciali graduatorie) ma a rette che non dovranno superare le 300 euro mensili. Questo determinerà meno gettito nelle casse municipali, ma ci sarà comunque un risparmio netto nelle uscite per rette mensili alle comunità alloggio. Naturalmente, questo meccanismo, dovrà avere un bacino ben circoscritto alle situazioni emergenziali, ma non è detto che non possa innescare un meccanismo virtuoso da estendere anche ai giovani, ai quali incentivare l’autonomia personale”.

Redazione NewSicilia



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