Querelle

Il direttore generale dell’Ati senza “esperienza manageriale”, la polemica

acqua
14 apr 2016 - 11:47

CATANIA – Quella parola “in più” nello Statuto che potrebbe cambiare le sorti di un ente pubblico…

Riflettori ancora puntati sul caso vertici Ati, assemblea territoriale idrica.

Sul banco di discussione, infatti, i sindaci di Aci Castello Filippo Drago e di Misterbianco Nino Di Guardo mettono le modifiche apportate allo Statuto dell’ente: per volere di 40 primi cittadini siciliani è stata eliminata con un colpo di spugna la dicitura “esperienza manageriale” tra i criteri per la nomina del futuro direttore generale.

In effetti all’art. 12 dello Statuto pre modifiche si leggeva, come riporta anche il quotidiano La Sicilia, “Il direttore generale è nominato dall’Assemblea sulla base delle disposizioni… tra soggetti in possesso di idonea laurea magistrale o equivalente e di alta professionalità e comprovata esperienza manageriale almeno quinquennale nei settori dei servizi pubblici locali”.

Dopo la modifica, invece, allo stesso articolo si legge: “Il direttore viene nominato tra soggetti… con comprovata esperienza quinquennale”.

Nello specifico il direttore dell’Ati dovrebbe fornire delle disposizioni in materia di risorse idriche come per esempio il completamento di impianti e condotte fognarie. Ed è proprio la presenza o meno di queste competenze tecniche che avrebbe portato i sindaci Drago e Di Guardo a sviluppare la loro riflessione.

È chiaro che in questo modo potranno partecipare al bando tutti coloro i quali vantano esperienza quinquennale nel settore dei servizi pubblici locali.

E mentre l’assemblea dei sindaci ha comunque eletto presidente il sindaco di Tremestieri Santi Rando e vicepresidente il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, Drago e Di Guardo sono già pronti ad agire sia sul fronte politico sia su quello gestionale e organizzativo.

Vittoria Marletta



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