Intervista

Digiacomo (Pd): “Con Crocetta tutto chiarito, non è stata guerra di poltrone”

digiacomo
1 nov 2014 - 06:00

COMISO -  La mozione di sfiducia è ormai acqua passata e il terzo governo Crocetta vedrà presto la luce. Ma in un batter d’occhio sono volate vie le polemiche, le critiche feroci e le implacabili condanne espresse dal Pd nei confronti di Crocetta? Pippo Digiacomo, deputato democratico cuperliano e presidente della commissione sanità, è stato protagonista di uno scontro durissimo con il presidente della Regione.

Sono volati gli stracci. Nodo del contendere le gare milionarie della sanità, le nomine dei manager e l’approvazione della rete ospedaliera. “Vi sono state pressioni indebite per orientare i pareri riguardo alla nomina a direttore generale del Policlinico di Catania e del Cannizzaro e per fare fuori Cantaro e Pellicanò”. Questo dichiarava Digiacomo a proposito del diniego delle nomine da parte del governatore. La vicenda ha portato all’apertura di un fascicolo da parte della procura etnea.

Dal canto suo Crocetta ha mostrato un foglio con le presunte raccomandazioni che gli avrebbe chiesto il deputato di Comiso. Proprio a poche ore dalla sfiducia Digiacomo ha dichiarato: “Per quanto mi concerne, il livello cialtronesco degli attacchi di Crocetta nei confronti del sottoscritto, reo d’avere intrapreso, come presidente della commissione Sanità, una battaglia di trasparenza contro una gara multimilionaria che non mi convince e di avere cercato di fare chiarezza sulla torbida vicenda dei direttori generali di Catania, m’impedisce di votare contro la mozione di sfiducia di domani”.

“D’altronde, avevo invitato il presidente a presentare pubblicamente le proprie scuse e a fermare quella gara da 126 milioni di euro. Non ha fatto né l’una né l’altra cosa – concludeva Digiacomo -. Ora tragga le conseguenze”.

In aula, dopo poche ore da queste dichiarazioni, Digiacomo ha votato contro la mozione di sfiducia. Un lungo conciliabolo tra il “dissidente” e Crocetta ha riportato il sereno, ma tutta la vicenda è la cartina a tornasole di un Pd che assomiglia – come detto dall’onorevole Musumeci con una metafora evangelica – al partito di Nicodemo, ossia al partito del dubbio e della fragilità.

- Onorevole Digiacomo cosa le ha fatto cambiare idea al momento del voto? Ha votato diversamente rispetto a quanto annunciato…

“Avevo annunciato la mia astensione e non che avrei votato a favore della mozione, questo mi sembrava chiaro perché espresso in lingua italiana. Abbiamo avuto un chiarimento con il presidente”.

- Però ci sono state delle polemiche pesantissime tra di voi. Cosa ha portato questo cambiamento del quadro?

“Sono convinto che il governo regionale potrà dare ai cittadini la certezza che si è intrapresa una svolta. Sono molto fiducioso perché si è formata una squadra di governo molto competente. Con il presidente abbiamo avuto attriti a proposito di alcune gare che non mi avevano convinto ma non è stata una guerra di poltrone. Sono state divergenze su delle spese e sui soldi pubblici bisogna essere molto precisi”.

- Quindi il problema era legato agli assessori del Crocetta bis e alle gare della sanità?

“Io penso che sia stato fatto sinora un buon lavoro e sono fiducioso perché quegli interrogativi che avevo sollevato verranno risolti e avranno un epilogo positivo. Ripeto il concetto che adesso abbiamo una squadra di grandi personalità che punterà al rinnovamento”.

L’onorevole Musumeci ha parlato del Pd definendolo “il partito di Nicodemo” eroso dal dubbio e contraddistinto dalla doppiezza nei confronti di Crocetta. Cosa ne pensa?

“Non sono d’accordo. Il Pd ha dimostrato nei fatti che è stata condotta una battaglia per il bene della Sicilia e non per accaparrarsi un assessorato. La riprova è che non ci sono assessori politici che rappresentano una diretta emanazione dei partiti o delle correnti. Abbiamo tecnici qualificati che sono stati scelti per le loro capacità”.

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Andrea Sessa



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