Elezioni

Destra, Sinistra e Grillini: ovunque è il caos

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28 feb 2017 - 17:03

PALERMO - Già siamo in piena campagna elettorale, gli scontri politici, da destra a manca, si stanno accentuando sempre più. A Destra, Silvio Berlusconi, nel caso di un suo impossibile rientro in politica, candida Zaia, il presidente della Regione Veneto a possibile premier di un possibile fronte di coalizione tra Forza Italia e la Lega. Come a voler dire al Matteo milanese: “Tu, testa calda, stai calmo, tu non sei cosa di governare il mio partito; vattene a Giussano!”. In altri termini: “Caro Salvini, non posso affidarti il mio partito per diventare un Matteo II e io costretto a stare in disparte”.

A manca, D’Alema e Bersani dichiarano guerra all’altro Matteo, dandogli la colpa della scissione del PD. Peccato che proprio l’onnipresente Massimo ha dimenticato che qualche giorno prima della nascita del “L’Ulivo” di Prodi, ebbe a dichiarare che non sarebbe mai andato a dormire la sera, coricandosi da comunista e svegliarsi la mattina da democristiano. Eppure ha inghiottito il rospo, ma come si vede non lo ha mai digerito, tanto è vero che a distanza di vent’anni gli è venuto il rigetto visto che i cattocomunisti sono arrivati ad avere la maggioranza in quel partito. Di conforto c’è sempre Emiliano che una volta rimasto nel PD potrà garantire un domani sempre un varco aperto agli scissionisti ribelli comunisti. E sempre a manca, nel PD, il congresso entra nel vivo e si chiude oggi il tesseramento. A quanto pare e stando alle previsioni, gli iscritti dovrebbero attestarsi intorno ai 400 mila, dimostrando che la scissione non provocherà grosse falle.

I grillini, in modo più intelligente (?) aprono la campagna elettorale con la volontà di presentare al Parlamento un regolamento specifico che assoggetti i vitalizi dei parlamentari all’attuale regime previdenziale del pubblico impiego. Come dire ai concorrenti degli altri schieramenti: una barzelletta in più sulla situazione politica di oggi non guasta!

Ma ci vuole tanto a capire che l’Italia ha bisogno di una giustizia sociale a 360 gradi? Tutti si riempiono la bocca di una necessaria regolamentazione dei vitalizi dei politici, ma nessuno provvede. E in Sicilia? Da noi, tutto tranquillo, tanto per dire, abbiamo, anche noi, un Matteo nascosto bene bene! E poi abbiamo la festa delle Regionali autunnali; autunnali non nel senso dei “saldi autunnali”, ovvero che la politica ci porterà ad un “autunno Caldo” e dire: “Ma Ccù ’stu ’llustru ’i luna un’ hama jiri iennu? , ma solo per dire che le elezioni regionali si terranno in autunno. Almeno speriamo che sia cosi e sempre che l’Ars approvi il bilancio, pena il commissariamento.

Crocetta è già in piena campagna elettorale e dichiara: “… Se il Parlamento vuole adeguarsi ai risparmi di questa Regione, si adegui a quanto abbiamo fatto noi. Il taglio sarebbe incostituzionale? Non è mai stato considerato incostituzionale per i dipendenti della Regione…” prosegue Crocetta nel corso della conferenza stampa. “È proponibile che ci siano parlamentari con due mesi di lavoro e con una pensione di 5 mila euro? Non mi sarei aspettato alcune reazioni, come quella di Musumeci che parla di mali antichi e di un presidente che sull’antimafia ha costruito una carriera. Dove sarebbe la mistificazione? Onorevole Musumeci, è vero o no che il vitalizio dei deputati si trasferisce per infinite generazioni? Io dopo aver lavorato per trent’anni all’Eni, avrò una pensione da 1.300 euro. E da eurodeputato avrò 800 euro. Questo avrò. Non mi considero un privilegiato, ma lo considero troppo anche per me. Quindi perché non ragionare sulla modifica di una norma: tetti alle pensioni e basta con lo strumento feudale del vitalizio infinito”.

Una campagna elettorale iniziata all’Arena di Gilletti che sta facendo ridere un’Italia intera e di conseguenza far piangere i siciliani per avere rappresentanti politici che continuano a cercare di fare proseliti parlando di vergogne politiche senza saper prendere decisioni per arginare tali infidi sistemi e addossando la colpa ad altri e persino a chi non c’è più. In Sicilia fare dibattito elettorale a questa maniera, significa fare filosofia, e, continuando così, vuol dire proprio: continuiamo a impinguare di euro i nostri deputati, ex e mogli e figli di ex; continuiamo a lasciare buona parte dei cittadini senza lavoro, senza assistenza, nella povertà, senza alcun futuro e così il partito del non voto avrà la maggioranza assoluta.

Giuseppe Firrinceli

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Redazione NewSicilia



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