Querelle

“Delrio cerca di trascinarci nel fango”, il sindaco di Augusta su caos autorità portuali

sindaco Augusta
9 apr 2016 - 06:04

CATANIA - “Delrio è con la spalle al muro e cerca di trascinarci nel fango con lui. Ho incontrato una sola volta il ministro, nei suoi uffici, e abbiamo discusso solo del porto ‘Core’”.

Non ha peli sulla lingua la sindaca di Augusta Maria Concetta Di Pietro che spara a zero sul ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Graziano Delrio. Riflettori ancora puntati, quindi, sul caso accorpamento autorità portuali in Sicilia. Parliamo di un vero e proprio “scarica barile” che giorno dopo giorno tira in ballo autorità differenti.

In sostanza il ministro Graziano del Rio era stato accusato di aver “sponsorizzato” l’avvocato Alberto Cozzo come commissario straordinario dell’autorità portuale di Augusta, per volere del presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo BelloDelrio, dal canto suo, ha dichiarato di non aver parlato con Lo Bello di Cozzo ma ha invece risposto: “La sindaca del movimento 5 stelle me ne ha parlato bene e le ho detto che non mi sembrava così bravo”.

Tempestiva è arrivata la risposta da parte della sindaca di Augusta.

“Conosco l’avvocato Cozzo da quando ricopro il mio ruolo di sindaco, ma com’è noto agli atti la mia amministrazione non è quasi mai stata in linea con i progetti avanzati dal legale quindi proprio non si capisce perché avrei dovuto favorirlo” racconta il sindaco Di Pietro. 

Una vera e propria querelle dalle tinte fosche nella quale la Di Pietro parla di “strumentalizzazione politica”.

“Sono certa che si tratta di un preciso disegno per infangare non soltanto il mio nome, ma anche quello di tutta l’amministrazione in modo da spostare il centro dell’autorità portuale da Augusta a Catania. E Bianco e Crocetta stanno cavalcando questa onda - continua la Di Pietro -. Senza dimenticare che siamo in campagna elettorale visto che tra poco ci saranno le amministrative e si vuole screditare a 360 gradi il Movimento 5 stelle a cui io appartengo – conclude -. È chiaro che mi riservo di tutelare la mia persona nelle sedi giudiziarie“.

Vittoria Marletta



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