Riflessione

De Vincenti, la Sicilia e una crisi che non accenna a finire

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14 mar 2017 - 17:05

PALERMO - Ci voleva la visita a Catania e Siracusa del ministro della Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, per sapere che la Sicilia è messa male? Il Governo ha bisogno di chiedere all’Europa una defiscalizzazione per il territorio, considerato peraltro che l’Istat registra un crollo di più del 17 %, in tema di esportazioni? Veramente i dati negativi non sono spuntati ieri, ma in tale situazione di m… ci siamo già da lunghi decenni e nel precipizio ci siamo dai tempi del Governo Berlusconi e nessuno si è mai preoccupato neanche di evidenziare il problema, ma solo raccontare balle come l’Anci di Leoluca Orlando che perora la causa di mandare in galera i posteggiatori abusivi, come se fossero loro i mali della fiorente disoccupazione in Sicilia, o Crocetta che va da Giletti “ppì fari sulu curtigghiu” senza mai proporre un business plan, scusate! …

Parlare di questi argomenti con i politici nostrani è come proporre un fine settimana sulla luna, ovvero è meglio dire al Governo centrale: oggi non basta dire le solite cose, o dobbiamo chiedere all’Europa per fare qualcosa e che poi non si fa mai, come le infrastrutture ferroviarie di nuova generazione, o quelle stradali come la Siracusa-Gela progettata mezzo secolo fa e mai completata, o ancora vedere Augusta che litiga con Catania per la sede dell’Autorità portuale, per non parlare del Ponte sullo Stretto, o per i nascenti nuovi aeroporti che non riescono a decollare e non finiremmo mai di evidenziare la mancanza dell’impegno politico di una rinascita tutta siciliana.

La Sicilia, oggi è un impolverato e sporco gioiello turistico del Mediterraneo e per farlo tornare a brillare, come negli anni ’60 del secolo scorso, ha bisogno, prima di essere posto in vetrina, di una pulizia straordinaria di mafiosi, affaristi e truffatori imbroglioni come quelli del Cara di Mineo, poi della realizzazione di uno showroom di classe e di eleganza , in modo che investitori di altri Paesi ed anche del Nord Italia vengano attratti principalmente da condizioni economiche favorevoli; e quali potrebbero essere questi allettanti appetiti? Si l’area no tax, ovvero la tanto attesa “zona franca” è la necessità primaria per illuminare l’Isola. Di riflesso e … statene certi, ne godrebbe l’Italia intera.

Giuseppe Firrincieli

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Redazione NewSicilia



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