Intervista

D’Asero (Ncd): “Bianco sindaco metropolitano ok”

Nino D'Asero
22 ott 2015 - 06:04

CATANIA - I rapporti con Roma, il ponte sullo Stretto e il “caso” Empire. Nino D’Asero, capogruppo Ncd, a tutto campo su alcuni temi caldi dell’attuale agenda politica siciliana ed etnea in particolare in un momento in cui il suo partito sembra essersi definitivamente scisso dall’alveo del centrodestra per abbracciare una posizione “responsabile” ma comunque filogovernativa.

Onorevole si parla tanto di rimpasto. A che punto siamo? Già siamo giunti a quasi 40 assessori cambiati in 3 anni…

“Sicuramente io sono per i governi politici e non tecnici. Serve la collaborazione dei tecnici ma è il politico che viene eletto e che è in grado di mediare tra le diverse posizioni e le istanze della società e le problematiche tecniche. Detto ciò occorre imprimere maggiore efficacia all’azione di governo ripartendo proprio da figure politiche”.

Si parla di un ingresso in maggioranza imminente e della “concessione” della presidenza di una commissione importante come quella Bilancio. Conferma?

Abbiamo già la presidenza di una commissione importante come quella Ue. A prescindere dalle poltrone abbiamo dato il nostro contributo per la Sicilia e se ci sarà la possibilità lo daremo in ogni sede”.

Roma boccia spesso quanto fa la Regione. Recentemente ha fatto discutere la legge di stabilità che ha “condannato” la Sicilia e i renziani sono insorti contro il governo regionale. Di chi sono le responsabilità?

“È il momento in cui c’è la necessità di ristabilire un equilibrio. La Sicilia ha bisogno dello Stato ma ha anche diversi crediti da esigere. Abbiamo il nostro statuto, accise precise e altre spettanze come quelle delle aziende che operano in Sicilia ma che hanno sede legale altrove. Servirebbe un tavolo tecnico, come quello dell’allora ministro La Loggia, per recuperare ciò che è della Sicilia. Non bisogna andare a Roma con il cappello in mano. Ovviamente dobbiamo rendere più produttiva la spesa e su ciò la politica regionale deve intervenire”.

Favorevole o contrario al ponte sullo Stretto? Il suo gruppo ha riaperto la questione a livello nazionale.

“Sul ponte occorre andare al di là della demagogia. Il ponte va fatto e ho pronta una mozione che presenterò all’Ars. È stata fatta una gara in cui sono stati spesi soldi e ci sono penali da pagare e anche un finanziamento, quindi perché disperdere risorse e non ottenere un’opera? C’è l’interesse dei privati che realizzerebbero l’opera senza aggravi per le nostre casse. Quali sono le ragioni del no? Non si toglierebbero risorse da altre infrastrtture per destinarle al ponte”.

Pioggia di critiche sul sindaco Enzo Bianco e sull’assessore Orazio Licandro per le iniziative con la discoteca Empire finita in una pesante inchiesta giudiziaria. Cosa ne pensa?

“La vicenda Empire può succedere. È importante comunque vagliare prima e verificare tutto. Ovviamente è un fatto che fa riflettere ma deve essere contestualizzato. Esagerare non è giusto, credo sia solo una semplice circostanza. Un amministratore deve sempre prestare attenzione ma è stato un incidente”.

Recentemente il vostro eurodeputato La Via ha spinto per Enzo Bianco sindaco metropolitano, concorda?

“Bianco sindaco metropolitano è un’ipotesi che va con lo spirito della Delrio che dà un ruolo di primo piano al primo cittadino del capoluogo. Occorre pensare più all’istituzione che alla persona e mi ritrovo nel ragionamento complessivo che è stato fatto finora sul sindaco metropolitano”. 

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Andrea Sessa



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