Confronto

D’Agata perde in casa a CittàInsieme contro Notarbartolo: pollice verso per giunta Bianco

D'Agata
Il confronto a CittàInsieme tra D'Agata e Notarbartolo
29 ott 2015 - 10:55

CATANIA - Un confronto per fare il punto sull’amministrazione Bianco a due anni e mezzo dall’insediamento con due protagonisti del Pd etneo schierati, però, su fronti avversi: l’assessore tuttofare Saro D’Agata e il consigliere dissidente Niccolò Notarbartolo.

A fare da contraltare all’esponente di fede berrettiana ci doveva essere il vice sindaco Marco Consoli che non ha però risposto all’invito di padre Resca. Proprio Consoli è stato recente protagonista di un duro botta e risposta con Notarbartolo sulla vicenda Empire e sui suoi trascorsi nelle giunte di centrodestra con Scapagnini e Stancanelli.

Il dibattito è stato sin dalle prime battute teso e D’Agata, da padrone di casa, ha risposto con irruenza alle punzecchiature di Notarbartolo e di una sala piuttosto ostile e delusa dall’amministrazione Bianco.

Ma delusa anche dall’opposizione in città che – paradossalmente – appare rappresentata da un membro del Pd che, a causa di una frattura all’interno dei dem, ha assunto un ruolo di primo piano nel dibattito consiliare.

Per Notarbartolo “non ci sono spazi di confronto con l’amministrazione e occorre portare dei temi fuori dal Palazzo: io mi sono limitato a dire che molte decisioni assunte sono profondamente errate”.

L’assessore ha ribattuto spiegando che “il dialogo c’è sempre stato ma occorre verificare se coloro i quali sono in maggioranza continuano ad aderire al progetto del sindaco: forse qualcuno non lo condivide più”.

Il consigliere Pd si è soffermato su alcuni grandi temi sinora inevasi o sui quali l’amministrazione ha latitato: la mancanza di un Prg, l’abusivismo edilizio a San Giorgio, l’affaire di via Manzoni, il solarium di San Giovanni Li Cuti, la raccolta differenziata.

“Ogni giorno - ha aggiunto Notarbartoloil sindaco esalta qualcosa sulla stampa ma in città non ci sono riscontri”.

D’Agata ha difeso l’operato della giunta indicando il licenziamento della Li Destri, l’annullamento del progetto edilizio sul lungomare, la presa di posizione su piazzale Sanzio, la macchina di accoglienza per i migranti, villa Fazio e 213 milioni per le fognature.

“Mi ferisce – spiega l’assessore – l‘affibbiare certi epiteti al sindaco e all’assessore Licandro sul tema della legalità”. E sulla vicenda Empire anche gli interventi della sala sono piuttosto critici: per il pubblico un sindaco e un assessore non potevano non sapere chi fosse il proprietario della discoteca già sequestrata nel 2006 per fatti di mafia.

Ma – al termine del dibattito – Notarbartolo ha smontato le parole di D’Agata spiegando che “i 213 milioni provengono dalle precedenti amministrazioni” e che “la giunta Bianco sino al 2014 plaudiva alla costruzione del parcheggio Sanzio salvo poi, dopo la denuncia di Argo, cambiare idea”.

“Di Bella - ha concluso il consigliere – lo si conosce da 20 anni e non può definirsi quella di una discoteca offerta culturale. Ci sono altre questioni come la discoteca in pieno centro di via Gisira e la cartellonistica pubblicitaria molto gravi”.

Tante le domande che padre Resca ha cercato di smistare ai due ospiti, tra cui quelle dei residenti imbufaliti del centro storico e quelle relative ai problemi di mobilità in città.

Molto duro l’intervento di Matteo Iannitti (Catania Bene Comune) che ha sottolineato il trasformismo politico dell’attuale maggioranza con tantissimi componenti un tempo autonomisti e con alcuni di essi coinvolti in pesanti indagini per reati di mafia.

CittàInsieme ha promesso un nuovo confronto con la presenza del sindaco. “Vedremo se accetterà di venire” hanno commentato, scettici, dalla sala.

 

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Andrea Sessa



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