Scandalo

Crocetta torna a Palazzo d’Orleans. Domani il suo legale incontrerà la stampa

20 lug 2015 - 18:20

PALERMO - Dopo la bufera che lo ha investito, Crocetta è tornato oggi a palazzo Palazzo d’Orleans, dove mancava da giovedì scorso quando ha scelto di chiudersi nel silenzio nella sua casa di Tusa.  

Il contenuto dell’intercettazione pubblicato dal giornale L’Espresso ha scatenato il casus belli ma il governatore siciliano ha più volte negato di aver sentito quelle “maledette” parole pronunciate dal medico Tutino “La Borsellino deve fare la stessa fine del padre”.

Sarebbe stata la mancata risposta a tono di Crocetta a scatenare l’indignazione popolare e sono stati e continuano ad essere in tanti coloro i quali chiedono le dimissioni.

Domani il legale del governatore, Vincenzo Lo Re, incontrerà la stampa all’hotel delle Palme di Palermo per chiarire alcuni aspetti di questo scandalo che sta facendo parlare tutta l’Italia.

Tanti, forse troppi, i dubbi che emergono a maggior ragione dopo che la procura di Palermo ha sostenuto pubblicamente che non risulta esserci alcuna intercettazione: “A noi non risulta assolutamente che sia stata detta questa frase – spiega il procuratore aggiunto Leonardo AgueciCrocetta pensa possa essere una registrazione ambientale e confusa, ma al momento questo conta poco”.

Il caos in cui versa la politica siciliana e il Partito Democratico fanno emergere un solo desiderio: che si faccia chiarezza al più presto, come evidenziato dal capogruppo Nuovo Centro Destra Nino D’Asero: “Occorre sapere la verità. Qualora fosse come riportato da alcuni mezzi di informazione, Crocetta dovrebbe dimettersi immediatamente”.

Anche perché la sua posizione non è certamente delle migliori e anche all’interno del PD non ha più l’appoggio di molte persone, tra cui quella del deputato Fabrizio Ferrandelli che ha rassegnato le sue dimissioni questa mattina.

Intanto, accuse forti provengono anche dall’Italia Dei Valori. Il segretario regionale Salvatore Messina, infatti, attacca duramente: “Se vogliamo che l’unica, grande sconfitta non sia la Sicilia è meglio che si dimetta. Abbiamo già raccolto 11 mila firme nella nostra petizione”.

Commenti

commenti

Andrea Lo Giudice



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli Correlati

Lascia un Commento