Teatro

Crocetta show da Magalli sull’antimafia, Musumeci: “Ostentazione inopportuna”

crocetta
13 apr 2015 - 19:17

CATANIA - Già lo scorso 9 aprile il presidente della Regione Rosario Crocetta aveva organizzato una conferenza stampa spettacolo con la presenza di due testimoni di giustizia, con il volto nascosto da passamontagna.

Il gran circo mediatico del presidente, evidentemente, si attiva con vigore specie quando si veleggia in un mare burrascoso. Niente di meglio che un po’ di sana antimafia per far dimenticare i problemi dei conti della Regione e la bocciatura del ddl Province. 

Così Crocetta ha annunciato l’assunzione, da parte della Regione, di 13 testimoni di giustizia e altri 35 saranno assunti nei prossimi mesi, in coincidenza con l’anniversario della strage di Capaci.

E oggi, nella trasmissione di Magalli “I fatti vostri”, il presidente ha proseguito il suo show presentando due testimoni di giustizia (una è Piera Aiello, mentre l’altro è stato molto vicino a padre Pino Puglisi) sul grande schermo per autoincensarsi.

“Io vittima della mafia? - ha detto Crocetta a Magalli -. Piuttosto è la mafia che dovrebbe denunciarmi per mobbing, visto che a Cosa Nostra ne ho fatte veramente tante. Ho fatto pagare alla mafia tanto in questi anni”.

Sabato scorso alla Ciminiere di Catania - in occasione dell’incontro del movimento #diventeràbellissima – il presidente dell’antimafia regionale Nello Musumeci sulla sortita mediatica di Crocetta era stato molto netto.

“L’antimafia credo che vada praticata più di quanto non vada predicata - ha affermato Musumeci - e sui testimoni di giustizia in particolare è stato il parlamento a legiferare:, mi è sembrata inopportuna questa ostentazione perché credo sia un atto dovuto anche se la Sicilia arriva dopo il parlamento nazionale. In questo senso Roma aveva già legiferato sulle assunzioni nella pubblica amministrazione”.

“Non si può vivere solo di un’antimafia gridata - ha aggiunto - e credo che assieme alla denuncia Crocetta avrebbe dovuto offrire un’idea di Regione e di governo, invece ha paralizzato tutto e l’isola vive la stagione più difficile di questi 70 anni di autonomia”.

 

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Andrea Sessa



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