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Crocetta: “Sfiducia? Una iattura”

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6 ott 2014 - 06:00

PALERMO - Dopo l’annuncio, con tanto di scadenza temporale, dell’onorevole Nello Musumeci in merito alla mozione di sfiducia delle opposizioni sono arrivate le parole del presidente della Regione.

Crocetta - in alcune dichiarazioni rilasciate alle agenzie – ha affermato che “la mozione di sfiducia sarebbe una iattura per la Sicilia, non per me. Da quando sono stato eletto sfido quotidianamente i poteri forti”.

Forza Italia e Movimento 5 stelle da tempo hanno deciso di portare avanti, con molta probabilità congiuntamente, un atto d’accusa contro il governo Crocetta. La seduta fiume dell’Ars, con i famosi 100 minuti di discorso del presidente, non hanno convinto né le opposizioni né gli alleati meno saldi.

Ma Crocetta tira dritto per la propria strada: “Io non temo la mozione di sfiducia e non perché penso che non passi. Se qualcuno vuole la sfida la faccia fino in fondo. Bisogna tenere conto che io so bene che in Sicilia si è aperta una sfida con i poteri forti. E che questa sfida è iniziata con la mia candidatura ed è continuata tutti i giorni. Sarei il primo presidente della Regione Siciliana ad essere sfiduciato. Si vede che sono indigeribile a molti”.

Come spesso accade il governatore – quando è accerchiato – tira fuori lo spauracchio di forze occulte che remano contro il cambiamento. In cuor suo, però, Crocetta è conscio che la paura di ritornare alle urne giocherà un ruolo importante nelle scelte della sua flebile maggioranza.

“Mi rifiuto di pensare che ci sia un’assemblea regionale siciliana che possa accettare una posizione così conservatrice”, ha detto Crocetta riferendosi alla mozione che bloccherebbe la sua “rivoluzione”.

Ha lanciato delle stilettate anche ai grillini. Con i pentastellati inizialmente fu luna di miele ma gli eventi sono precipitati e adesso i rapporti sono definitivamente interrotti.

“I grillini fanno la stampella di questo sistema - attacca Crocetta - ma non si rendono conto che fanno come la mosca nocchiera. Cancelleri fa esattamente come la mosca nocchiera che sta sulla groppa del bue ed è convinta di governarlo. Non rendendosi conto che il bue, arrivato alla meta, si appoggia al muro e schiaccia la mosca. Il tema è quello di destrutturare un sistema di potere che governa ininterrottamente dal dopoguerra la Sicilia”.

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Andrea Sessa



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