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Crocetta non declina “Sicilia Futura” e si rompe armonia nella maggioranza

Crocetta
Rosario Crocetta - Foto Davide Bologna
18 nov 2015 - 17:57

PALERMO - Non è stato di certo un rimpasto semplice per il presidente Crocetta. Il suo quarto governo ha vissuto una gestazione molto lunga e l’ultima casella rimasta vuota, quella alla Funzione Pubblica, è stata occupata da una deputata proveniente da Sicilia Democratica, Luisa Lantieri.

La scelta – fortemente sostenuta da Crocetta, nonostante alcune pressioni del gruppo dei verdiniani – ha causato però un terremoto all’interno della maggioranza, piuttosto composita, che sostiene il governo.

Rivendicava maggiore considerazione e spazio il gruppo di Sicilia Futura, battezzato di recente a Catania da Faraone e Guerini, e il solo assessore al Territorio e Ambiente Croce non basterebbe per il drappello di deputati che fa riferimento a Cardinale e D’Agostino.

C’è chi paventa anche un ritiro dalla giunta dell’esponente di Sicilia Futura che si porrebbe all’opposizione ma resterebbe, in ogni caso, una formazione di matrice renziana.

Alle polemiche ha risposto direttamente Crocetta rivendicando di aver rispettato gli accordi sottoscritti con i partiti e i movimenti della maggioranza.

“Tutte le forze politiche hanno avuto riconoscimenti e rappresentanza. Nessuno escluso”, ha aggiunto Crocetta che ha inoltre precisato che “anche Sicilia Futura ha avuto il riconoscimento di un assessorato strategico come quello del Territorio e Ambiente, le forze minori del centro-sinistra il riconoscimento dell’assessorato alla Funzione Pubblica”.

Tornando sulla nomina della Lantieri il governatore ha aggiunto: “Mi rendo conto che alcune forze possano sentirsi sottostimate ma credo, con molta sincerità, che la forza che avrebbe ragione di rivendicare spazi è l’attuale gruppo Megafono/Psi, che ha sempre avuto espressione diretta di un assessore, che oggi deve condividere con un altro gruppo. La ricomposizione del governo non può essere una storia infinita”.

Ad attaccare i partiti di maggioranza è il Movimento Cinque Stelle: “Non si fa altro che riempirsi la bocca con parole come responsabilità e buon senso e quando ci sono di mezzo le poltrone e gli interessi personali, tutto va a farsi benedire. Definire tragica la situazione attuale della Sicilia è forse riduttivo. Le emergenze sociali sono dietro la porta, non si sa come approntare un bilancio, e a breve esploderà la bomba precari in tutti i Comuni. E qui cosa si fa? Si litiga pure sul nome del capogruppo all’Ars del Pd e si opera col manuale Cencelli per accontentare tutti gli appetiti dentro il governo e a palazzo dei Normanni”.

Andrea Sessa



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