Governo

Crocetta, in poltrona, nega il futuro ai giovani siciliani

rosario crocetta
Il presidente della Regione Rosario Crocetta
31 ago 2014 - 16:48

Abbiamo seguito, da siciliani e per motivi professionali, con curiosità (prima), con perplessità (successivamente), con viva preoccupazione (adesso), lo svilupparsi dell’itinerario politico e progettuale del governo Crocetta.

La nomina e la successiva revoca di Antonino Zichichi e Franco Battiato (motivata da dichiarazioni non condivise su energia nucleare e “prerogative” delle donne in parlamento) ha rappresentato l’inizio di uno “stillicidio assessoriale” con ben altre motivazioni.

Fatti fuori: Luca Bianchi, “vittima” di interventi del Commissario dello Stato sulla Finanziaria e del “gotha” del suo partito, e soprattutto Nicolò Marino, assessore all’energia, sacrificato ai poteri forti e non solo, perché ha scoperchiato la “fogna” delle discariche, dei termovalorizzatori e dell’eolico e dell’acqua: chi sta dietro questi affari?

Altro che autonomia!

Dichiarava allora Marino che probabilmente siamo di fronte ad una “antimafia di facciata”, furbesca modalità sociopolitica abbondantemente consolidata in Sicilia.

E dov’è la trasparenza amministrativa? E’ quella del rifiuto di accesso agli atti per le nomine agli incarichi dirigenziali nell’assessorato della Vancheri (per il quale Gi.Si. ha vinto il ricorso al TAR)?

Su questi argomenti potrebbe, anzi  dovrebbe  rinfrescare più spesso la memoria collettiva il presidente della Commissione regionale antimafia Nello Musumeci.

E ancora. Lucia Borsellino, dopo le minacciate dimissioni per l’”Affaire Humanitas”, mette continuamente a disposizione la sua delega alla sanità. Adesso si sollecita Crocetta ad effettuare un rimpasto in giunta. Nei palazzi e nelle segreterie si è intenti a questo gioco, vecchio, di veti e di bilancini: ma dov’è la discontinuità con i precedenti governi regionali?

Nel frattempo migliaia di siciliani hanno subito la mazzata del fallimento del Piano Giovani sul quale Crocetta ha costruito la pantomima delle dimissioni della Corsello per salvaguardare la Scilabra.

Crocetta, per il momento, resta attaccato alla poltrona, magari nel salottino di una conduttrice televisiva ormai demodè: i nostri ragazzi, invece,  sono costretti ad abbandonare l’isola, andando spesso all’estero, alla ricerca di un futuro che il governatore non riesce neanche a far intravedere.

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Redazione NewSicilia



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