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Crocetta e… delizia di noi poveri siciliani

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23 gen 2017 - 18:26

PALERMO - Rosario Crocetta, presidente della Regione siciliana, è stato classificato ultimo nella graduatoria del Sole 24 ore. Una situazione infelice, non vi è dubbio, non solo per lui, considerato che la sua carica si riflette sulla intera gestione amministrativa dell’Isola. In termini concreti: “Se non è messo bene lui, di riflesso, nemmeno i siciliani!”.

Ebbene, sono trascorsi 50 mesi dalle elezioni regionali e oggi siamo al “conto alla rovescia” per le nuove consultazioni, quindi è d‘obbligo tirare le somme! E abbiamo tirato avanti più di quattro anni senza riuscire a vedere la luce dentro il lunghissimo tunnel in cui siamo piombati sin dal 2010.

Il presidente Crocetta risiede a Palazzo d’Orleans (quando non va in vacanza a Tusa o a Scoglitti con quattro auto di scorta), dal 10 novembre 2012, tra il vortice delle sostituzioni degli assessori, tra gli scandali nella Sanità, nella incapacità della gestione dei Fondi europei e nella gestione dei rifiuti, nella incompetenza della conduzione dei corsi di formazione, nella precarietà di infrastrutture stradali, ferroviari, scolastiche, nella mancata adozione di piani di recupero per la salvaguardia dei territori urbanizzati e paesaggistici anche dal punto di vista antisismico, per arrivare alla fame di lavoro per tutte le fasce di età e all’ormai ridicolo stato delle Province regionali.

In buona sostanza, il presidente Crocetta ha dimostrato di non possedere le necessarie doti di cultura di governo: non si è mai preoccupato di incrementare rapporti diplomatici con altri Paesi per cercare di alimentare interessi imprenditoriali stranieri nella nostra Isola, atti a potenziare le strutture turistiche esistenti, a incentivare l’offerta di “case vacanze” per le comunità europee e non, nonché a potenziare le esportazioni dei prodotti agricoli e non; e di contro la maggior parte delle nomine adottate per la conduzione di carrozzoni pubblici sono finite tra scandali e inchieste giudiziarie.

Dall’altro canto, o per meglio dire nell’altro Palazzo ove risiedono i famosi 90 (ancora per 9 mesi, poi dovranno essere 70), non si è fatto nulla in termini di provvedimenti legislativi per cercare di raddrizzare le sorti dell’Isola e, con lo scandalo delle spese facili, la Corte dei Conti ha attivato una mega azione di recupero crediti. Sappiamo che non è facile gestire la Cosa Pubblica: ci vogliono uomini capaci! E di sicuro non c’era nemmeno bisogno che ce lo dicesse il quotidiano economico: Il disastro siciliano è palese e possiamo semplicemente dire che Rosario Crocetta nemmeno ci ha provato.

Dopo quattro lunghi anni, in Sicilia rimangono solo nuovi debiti e una situazione economica sociale disastrosa, mentre Sala d’Ercole e Palazzo d’Orleans continuano a costare ai cittadini centinaia di milioni di euro per poche ore di lavoro al mese.

Giuseppe Firrincieli

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Redazione NewSicilia



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