Intervista

Crocetta: dalla rivoluzione al flop. Le bordate di Assenza (FI) e Ferreri (M5S) al governatore

Crocetta
28 giu 2015 - 06:00

PALERMO - La scelta di Giovanni Pistorio - simbolo illustre delle stagioni del cuffarismo e del lombardismo e uomo per tutte le stagioni – e le conseguenti dimissioni di Nino Caleca hanno assestato degli scossoni non indifferenti al già malfermo governo Crocetta.

L’ennesimo valzer di assessori – con la scelta della dirigente generale dell’Agricoltura al posto del dimissionario Caleca – ha portato all’evidenza che nessuna rivoluzione si è consumata. Eppure l’uomo di Gela, dopo aver incassato una batosta anche nella sua città natale, aveva conquistato la Regione grazie alla sua spinta rivoluzionaria e a un centrodestra lacerato con il tradimento di Micciché.

Adesso l’isola è al palo e anche se appare non verosimile una caduta anticipata del governo regionale l’opposizione affila le armi. L’ultima tornata elettorale ha sancito un’ascesa dei CinqueStelle e un risveglio del centrodestra e le due fazioni sono ringalluzzite e decise a conquistare Palermo.

Vanessa Ferreri – deputata regionale pentastellata - l’abbiamo incontrata ieri a Comiso per protestare contro lo smantellamento della stazione e sulle ultime piroette assessoriali ha le idee chiare: “Abbiamo cambiato tre assessori all’Agricoltura in meno di tre anni. È un governo che tira avanti per forza e si deve prendere atto del fallimento e rassegnare le dimissioni”.

Poi la Ferreri ritorna sulla grande mossa (sia politica, sia mediatica) dei grillini che hanno finanziato con i loro soldi la costruzione di una via alternativa per aggirare i rallentamenti dovuti al crollo del viadotto Himera sulla Palermo-Catania.

“Il viadotto è crollato ad aprile – spiega la deputata - e non c’è ancora una ruspa su quel ponte. Noi con i nostri soldi abbiamo finanziato una strada alternativa, la regia trazzera di Caltavuturo, e abbiamo dimostrato che le cose si possono fare senza troppa burocrazia”.

Sulla riforma delle Province, divenuta ormai la riforma “Giletti”, l’onorevole grillina è netta: “Si tratta di una finzione. Occorre un ddl serio e condiviso e si stanno mettendo a rischio i dipendenti. L’ultima volta la riforma non era condivisa nemmeno dalla maggioranza che l’ha rimandata indietro!”.

Altrettanto duro è Giorgio Assenza – deputato di Forza Italia con radici ben salde a destra – che commenta la nomina di Pistorio definendola “una chiusura del cerchio”.

“Ritorniamo a espressioni del governo Lombardo – spiega – e all’aspetto più deteriore che è l’abbraccio con il Pd. Non dimentichiamo che il Pd governa la Sicilia ha governato con Lombardo e ora con Crocetta. La scelta di Pistorio ha infatti causato la reazione di Caleca che ha visto un ritorno al passato”.

Per l’onorevole Assenza non ci sono molti spiragli di crisi per il governo Crocetta perché “per molti deputati c’è un grande attaccamento alla poltrona” e ricorda il famoso voto di sfiducia dove anche gli onorevoli che avevano duramente battibeccato con il presidente hanno poi “ceduto” votando contro la mozione.

Sulla situazione del centrodestra isolano c’è da registrare il progetto di Nello Musumeci (#diventeràbellissima) che sta raccogliendo crescenti adesioni e consensi anche se il discorso per trovare un candidato unitario sembra essere ancora lungo.

“Le elezioni hanno fatto capire - conclude Assenza - che occorrerà un centrodestra unito. Il progetto di Musumeci è pregevole, in un periodo di diffidenza nei confronti dei partiti. Da solo non basta ma se si inserisce in un’ottica di grande coalizione può essere un valore aggiunto”. 

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Andrea Sessa



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