Elezioni

Crocetta, colpi a destra e a manca. E un bel regalo a Ingroia

Crocetta
21 mar 2017 - 16:32

PALERMO - È già iniziata la campagna elettorale per le Regionali e Crocetta è già partito in quarta o se vogliamo dirla in termini più forti e tutti siculi “Saruzzu si jttàu ccù tuttu ’u sceccu, senza taliari ntà facci a nuddu!” ed infatti, prima pensa di eliminare dalla striscia di partenza un concorrente pericoloso, quale Nello Musumeci, sferrandogli un violento colpo ai fianchi, con lo scandalo di Riscossione Sicilia, un’arma violenta e cosparsa di veleno, poi, da un giorno all’altro, addita come nemici tutti i suoi amici di Sala d’Ercole, lanciando strali, anch’essi al veleno e a più non posso, persino dal salotto Rai di Giletti. Il presidente Crocetta litiga persino con il PD perché Baccei gli sta scomodo, poi ci ripensa e l’assessore alle Finanze diventa “u megghiu amicu so”.

Sul fronte delle adesioni, il Governatore Rosario Crocetta, alla Recep Tayyip Erdoğan apre nuovi varchi nel substrato dei mille rivoli di Società come le Partecipate ed altri Enti, sempre collegati a Mamma Regione, e come una belva ferita cerca di compiere aggressioni a destra e a manca persino cambiando sistemi di intromissione a lungo tempo e non a brevi commissariamenti della durata di tre o sei mesi. E così, per prima cosa, l’inquilino di Palazzo D’Orleans assicura, al suo amico Ingroia, il prosieguo di mantenere l’agognato posto di amministratore unico, con una prebenda di grande rispetto, di “Sicilia e Servizi”, per altri tre anni e… come?… con una mossa fulminea viene cambiato il nome della società in “Sicilia digitale spa”, per come riportato da Live Sicilia.

E ancora, in programma, ci sono tutti gli enti collegati con il sistema sanitario regionale, i cui vertici dovranno essere rinnovati e sicuramente non di tre mesi, ma per tre anni, se si vuole arrivare a concreti risultati di corrispondenza elettorale, anche in questo caso non c’è tempo da perdere e c’è bisogno di premere l’acceleratore prima che inizi la famosa “quarantena politica”. Chissà, nei prossimi sei mesi, quante, ancora, ne dobbiamo vedere di belle!

Giuseppe Firrincieli

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Redazione NewSicilia



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