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Crocetta, non ci resta che piangere

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Nella foto il cuperliano Antonello Cracolici detta la lista degli assessori al presidente Rosario Crocetta
24 ott 2014 - 06:00

PALERMO – “Il nuovo governo non potrà essere uno peggiore dell’attuale”. Parole del presidente Rosario Crocetta in merito al suo terzo rimpasto in due anni di governo. Se non è un’ammissione questa poco ci manca. Come nel famoso film con Massimo Troisi e Roberto Benigni potremmo dire che “non ci resta che piangere”.

Eppure queste non sono le comiche finali di Crocetta. Ha ceduto alle pressioni del Pd e ha iniziato le consultazioni con tutti i partiti di maggioranza che lo sostengono. Ovviamente i democratici – incontrati a tarda sera – ieri hanno fatto valere il loro peso specifico.

La delegazione, composta dal segretario Raciti e del capogruppo Gucciardi, avrebbe chiesto l’azzeramento della giunta e volti completamente nuovi per l’esperienza governativa da iniziare. Ma il presidente Crocetta non molla: le ultime mosse in tema di formazione e sanità sono volte a preservare i nomi di Nelli Scilabra e Lucia Borsellino, le quali malgrado tutto dovrebbero far parte della nuova squadra.

Partendo da questi due nomi sarà più difficile completare la lista – sotto dettatura democratica – senza scontentare qualcuno. Ad esempio l’Udc ha avanzato la richiesta di mantenere Nico Torrisi e Patrizia Valenti in giunta.

Idem per Articolo 4 che ha chiesto di saldare alla sedia l’assessore Paolo Ezechia Reale. Nel corso di una conferenza stampa il presidente ha confermato le intenzioni di mantenere in giunta l’assessore Scilabra, mettendo in discussione il resto della giunta. La lista da consegnare ai Savonarola del Pd quindi è ancora un work in progress.

Anche se Crocetta non ha rinunciato a mandare una stilettata ai democratici: “Alcuni della maggioranza dicono che avrebbero potuto votare censura a Nelli Scilabra: non avrebbero dovuto dirlo ai giornali, in certi temi si fa quadrato e si fa coalizione. I nomi andranno concordati e condivisi, nessuno può darmi aut aut. Io sono pronto anche a cambiare le deleghe, ma deve essere una scelta condivisa”.

Tanto per non farsi mancare nulla Crocetta ha trovato anche il tempo di polemizzare con l’ex presidente Cuffaro, attualmente detenuto a Rebibbia.

“Non farei mai una visita in carcere a Cuffaro - ha dichiarato -. Massimo rispetto per la persona, ma io non la farei. Quando si ha un profilo pubblico gli atti privati non esistono più. Io credo che troveremo la quadratura del cerchio”.

Sicuramente non è stato un messaggio distensivo per i suoi alleati di governo di matrice cuffariana. A stretto giro di posta gli ha risposto il parlamentare Saverio Romano: Crocetta non si smentisce: forte con i deboli e debole con i forti. Non sto parlando della crisi di governo e dei nostri giudizi sul suo operato che si commenta da sé, ma della spregevole dichiarazione che ha appena reso accostando il suo predecessore Cuffaro a Bernardo Provenzano. Non riuscirà a vergognarsi mai abbastanza e i siciliani, a loro volta, di lui”.

In mattinata Crocetta riceverà il sottosegretario Graziano Delrio per una verifica della situazione contabile della Regione ed entro martedì prossimo il presidente dovrebbe presentare la nuova squadra di governo. Ieri sera Crocetta ha partecipato a Virus, la trasmissione di Rai2 condotta da Nicola Porro.

Pur snocciolando dati su tagli, forestali e formazione il presidente è apparso stanco. È entrato in difficoltà riguardo l’ufficio di rappresentanza che la Regione ha a Bruxelles ed è stato protagonista di una rilevazione poco lusinghiera: il giudizio in rete sul suo operato è nettamente negativo. In questa Sicilia senza governo e senza futuro non ci resta che piangere.

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Andrea Sessa



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