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Crisi finanziaria in Sicilia, prosegue la protesta

sicilia
9 feb 2015 - 13:31

SICILIA - La gravissima crisi economico-finanziaria degli enti locali continua a suscitare lamentele e non si arresta la protesta dei Comuni decisa dall’Anci Sicilia.

Proprio oggi, lo scontro si muove all’interno dei Consigli comunali di tutta l’Isola con la partecipazione di sindaci e giunte.

Le decisioni che ne scaturiranno, rappresenteranno un’adesione alle prossime manifestazioni organizzate dall’associazione dei comuni siciliani.

La reazione deriva anche dal parere della Corte dei conti che, in occasione del giudizio di parificazione del bilancio della Regione, ha fatto notare il “preoccupante peggioramento della finanza locale, imputabile principalmente alla progressiva e consistente riduzione dei trasferimenti di provenienza statale e regionale”.

A tal riguardo la magistratura contabile aveva affermato, lo scorso novembre che alle autonomie locali era stato chiesto “uno sforzo di risanamento non proporzionato all’entità delle risorse gestibili dalle stesse a vantaggio degli altri comparti amministrativi”.

A ciò si aggiungano le scelte del governo nazionale in tema di Imu sui terreni agricoli, decisione che, secondo l’Anci, non solo ha causato una consistente riduzione del Fondo di solidarietà nazionale, ma anche penalizzato i comuni a forte vocazione agricola.

La dichiarazione di dissesto finanziario da parte degli enti “sta crescendo in maniera esponenziale, trasformando in ordinario un fenomeno che la normativa immaginava come eccezionale. Tali comuni, in questo modo, affermano di non essere in grado di onorare i debiti o di assolvere le funzioni indispensabili di loro competenza. Per la comunità questo equivale, inevitabilmente, a un innalzamento delle tasse e a una riduzione all’osso dei servizi”.

Tra le proposte odierne dei consigli comunali, quello di costituire un Tavolo permanente di concertazione tra Stato, Regione e Comuni per far fronte alla crisi.

Al governo nazionale si chiede, inoltre, di rivedere la norma che riguarda l’esenzione dall’Imu per i terreni agricoli, con particolare riferimento all’imposta relativa al 2014, un limite ai tagli che incidono sul Fondo di solidarietà nazionale, regole più flessibili per favorire gli investimenti, azioni concrete volte a ridurre il numero di Comuni che dichiarano il dissesto finanziario e, infine, di modificare la norma che ha previsto il definanziamento dei Fondi Pac.

Le richieste al governo regionale, invece, si sono orientate verso la tempestività nell’erogazione delle risorse relative al 2014, alla riorganizzazione della gestione del territorio che favorisca i Liberi consorzi di Comuni e città metropolitane oltre che a una politica di risoluzione delle problematiche legate al sistema delle acque e dei rifiuti.

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Marco Bua



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