Scenari

Countdown per Crocetta. Musumeci: “Tra 15 giorni arriva la sfiducia”

musumeci
5 ott 2014 - 06:00

PALERMO - Il centrodestra siciliano scalda i motori. Dopo gli annunci è tempo di passare ai fatti. A suonare la carica è Nello Musumeci, il rivale di Rosario Crocetta nella scorsa campagna elettorale, e leader autorevole dell’opposizione. Come già annunciato in un’intervista rilasciata a NewSicilia.it dal deputato regionale forzista Giorgio Assenza la strategia è già delineata: la mozione di sfiducia servirà a scompaginare la tenue tenuta della maggioranza di governo.

“Quindici giorni. Questo il termine che abbiamo proposto al tavolo del centrodestra per sottoscrivere la mozione di sfiducia al governo Crocetta. Quindici giorni, durante i quali ognuno dei novanta deputati avrà tempo per decidere e uscire allo scoperto”. Con queste parole Nello Musumeci ha annunciato un vertice per il prossimo martedì all’Ars tra i gruppi del centrodestra.

Ci si dovrà mettere d’accordo sui punti del testo della mozione di sfiducia da presentare all’assemblea. I tempi si fanno sempre più serrati e per il presidente della Regione è già partito il conto alla rovescia.

“Allungare i tempi significherebbe aprire una zona grigia frequentata da ripensamenti, ammiccamenti, ricatti, accordi illeciti - ha aggiunto Musumeci - e invece serve estrema chiarezza e riuscire a mandare a casa un governo che ha condannato la Sicilia alla paralisi. La mozione sarà offerta alla sottoscrizione di chi vorrà”.

C’è da capire – in questo contesto – come si muoverà il Movimento Cinque Stelle. I grillini hanno già annunciato una mozione di sfiducia “popolare”, organizzando una grande manifestazione a Palermo per raccogliere le firme dei cittadini che non vogliono più Crocetta.

“Per la mozione di sfiducia al presidente - ha dichiarato il grillino Cancelleri - servono 46 voti favorevoli e i loro sederi attaccati col bostik alle poltrone non lo faranno mai, per questo motivo dobbiamo motivare questo passaggio, corredando con migliaia di firme di cittadini la nostra mozione di sfiducia. Il 26 ottobre sarà una giornata memorabile, invaderemo pacificamente tutte le città della Sicilia per raccogliere le firme per la prima mozione di sfiducia popolare della storia della Regione”.

Musumeci ha chiamato a raccolta uno spirito corale delle opposizioni: “L’esempio di Crocetta ci ha dimostrato che non serve il governo di un uomo che centralizza tutto, ma una squadra di persone competenti e serie. Il mio impegno è per far valere lo spirito di squadra sulle pulsioni individualiste”.

Le parole di Cancelleri sono uno spaccato di verità. Nonostante le roboanti dichiarazioni dei cuperliani, tra cui Cracolici e Raciti, in quanti sono davvero disposti a staccare la spina alla legislatura? Per la sfiducia occorrono 46 voti e al momento di scegliere i deputati penseranno bene prima di porre la parola fine al governo Crocetta: in ballo c’è l’ambito scranno dell’Ars.

In gioco vi sono anche altri interessi. Il tanto annunciato taglio del numero dei deputati da 90 a 70 potrebbe avvenire nella prossima legislatura e questo potrebbe lasciare spazio a tanti politici locali rampanti desiderosi della prova elettorale per conquistare un posto a sala d’Ercole.

Intanto da stamattina si vota a Rosolini e Pachino. Il pasticciaccio brutto delle schede elettorali perse, tra veleni e polemiche, potrebbe costare il posto ad alcuni deputati regionali.

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Andrea Sessa



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