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Corsi e ricorsi storici (quarta puntata)

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22 feb 2017 - 17:40

Avevamo pensato, e lo abbiamo anche dimostrato, che una “Full immersion” nel pensiero filosofico di Giambattista Vico non fosse, oggi, anacronistico, ma non che dovessimo essere costretti a riprendere l’analisi del pensiero vichiano delle puntate precedenti! La vita politica italiana di oggi continua ad essere impastata di riferimenti a corsi e ricorsi storici, talmente rassomiglianti, che fanno paura persino a commentarli, specie per il perdurare di crisi sociali, lavorative ed economiche e con un quadro raffigurante una “Italietta” ridotta all’osso.

Nel partito democratico è avvenuta la scissione, Matteo Renzi se ne va in America; Massimo D’alema chiama imbecilli tutti quelli che credono che sia stato lui a organizzare la scissione; Bersani toglie il disturbo e non rinnova più la tessera di partito; Gianni Cuperlo ha tentato fino all’ultimo di evitare la scissione; Emiliano ci ripensa e non esce dal PD, ma addirittura dichiara che si candiderà contro Renzi a leader di Partito; Napolitano dal canto suo chiede venga salvaguardata la stabilità del Governo.

In buona sostanza, l’Italia è nel mirino dell’Unione europea, con il ministro Padoan che deve cercare di contenere la spesa pubblica e che entro aprile dovrà rivedere di nuovo i conti con il recupero di tre miliardi di euro; con l’Inps a cui viene bocciato il bilancio; con il debito pubblico che si alza inarrestabilmente, di contro il Pil ove le previsioni di aumento non lasciano sperare niente di niente; e il massimo partito della maggioranza che fa? Pensa a dividersi, come a voler dimostrare che della crisi di uno Stato intero se ne fotte! Per forza si deve arrivare ad una svolta di Autoritarismo o addirittura di totalitarismo?

E in Sicilia? Nel PD la confusione regna sovrana con la possibile scissione di Capodicasa, Maggio e Zappulla, mentre l’assessore Bruno Marziano, filobersaniano ci ripensa e decide di rimanere nel partito democratico. Con le prossime autunnali per la elezione del Presidente della Regione, ancora si brancola nel buio; Crocetta ha lanciato il suo Movimento, ma il PD chi sosterrà? Il Centrodestra pare voglia fare le primarie il 23 di aprile, sperando che San Giorgio lo abbia in gloria; il Movimento di Grillo dovrebbe a breve avviare le consultazioni online per la scelta del proprio candidato, ma chi ci sarà, oltre a Cancelleri, a far parte della competizione ancora non si sa. In contemporanea, a Sala D’Ercole i 90 deputati dormono sugli allori e non trovano nemmeno la soluzione di varare il bilancio, ma di portare un’intera Regione all’esercizio provvisorio.

Quanto è lontana la politica dalla gente! I siciliani stanno vivendo nel limbo, continuando così, immaginate con quale forza d’animo e con quale rabbia si tornerà alle urne (e se ci si tornerà!) nel prossimo autunno.

Giuseppe Firrincieli

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Redazione NewSicilia



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