Le banche

Corsi e ricorsi storici (prima puntata)

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12 feb 2017 - 16:10

Ricordate le scuole medie, quando il professore di matematica teneva la lezione sui famosi teoremi come quello di Pitagora e iniziava con una frase tipica: “Adesso procediamo per assurdo”? E volendo rimanere nell’ambiente scolastico, passiamo ad un’altra materia: la storia vista col pensiero di Giambattista Vico, filosofo, retorico e storico che sosteneva: “L’uomo è sempre uguale a se stesso, pur nel cambiamento delle situazioni e dei comportamenti storici. Ciò che si presenta di nuovo nella storia è solo paragonabile per analogia a ciò che si è già manifestato. Così, ad esempio, ad epoche di civiltà possono seguire epoche di ‘ritornata barbarie’; ad epoche nelle quali più forte è il senso di una determinata categoria, altre nelle quali si sviluppa maggiormente un altro aspetto della vita. La storia, dunque, è sempre uguale e sempre nuova. In tal modo è possibile comprendere il passato, che altrimenti ci rimarrebbe oscuro, perché ‘istoria se repetit’ “.

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In versione moderna, la storia è fatta di corsi e ricorsi storici. Facciamo dei raffronti e procediamo per assurdo (?). Fra gli anni che precedettero l’avvento del fascismo ed il periodo dei nostri giorni.

Il 15 maggio 1892 fu nominato primo ministro Giovanni Giolitti, esperto di trasformismo politico e di politica finanziaria; ma ecco che arriva come un macigno lo scandalo della Banca Romana, un caso politico-finanziario che coinvolse alcuni settori della Sinistra storica, accusati di collusione negli affari illeciti della Banca. Nel 1889, la Banca romana aveva stampato 25 milioni di lire in più e aveva sanato l’ammanco di diversi milioni con una serie di biglietti falsi (duplicava cartamoneta già stampata); inoltre fu messo in evidenza il coinvolgimento diretto del suo governatore Bernardo Tanlongo. Dalle indagini emerse, risultò che la Banca aveva utilizzato tale denaro non solo per finanziare le speculazioni edilizie, ma anche politici e giornalisti.

Oggi, invece, il primo ministro è un altro, ma il sistema bancario è quasi simile ed è l’iceberg che minaccia l’Italia intera. L’Etruria e le banche popolari coinvolte rappresentano solo una parte, di fronte al crollo di MPS e delle borse, e proprio il MPS è diventato la priorità assoluta, con buchi di decine di miliardi di euro. E siamo solo all’inizio con lo stanziamento dei primi 20 miliardi di euro da parte dello Stato. E il fatto curioso sta proprio nel garantire l’anonimato dei responsabili di tale crollo.

Per adesso ci fermiamo qui, ma evidenziando due realtà attuali: la prima, che determinati ceti continuano ad accaparrarsi per non dire a rubare fiumi di denaro e la seconda che la maggior parte dei cittadini vive drammi continui per mancanza di lavoro e di necessari mezzi di sussistenza. La corda è abbastanza tesa, prima o dopo si romperà perché la gente si stancherà di sopportare. Fine della prima puntata.

Giuseppe Firrincieli

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Redazione NewSicilia



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