Lavoro

Corsello – Scilabra, sciabole incrociate sul Piano Giovani

Seduta rovente della commissione Lavoro all'Ars. L'assessore e la dirigente si sono accusate a vicenda.
palazzo normanni
La sede dell'Ars, Palazzo dei Normanni
27 ago 2014 - 12:34

PALERMO - E’ arrivato ieri il giorno della resa dei conti sul Piano Giovani e sul fallimento del click day dello scorso 5 agosto. A fronteggiarsi nella sala rossa dell’Ars, in commissione Lavoro, i principali protagonisti del fallimento di un progetto ideato per le migliaia di disoccupati siciliani rimasti avviliti e scoraggiati dopo il funesto “flop” day d’inizio agosto.

Da una parte il giovane assessore alla Formazione Nelli Scilabra, difesa a spada tratta dal presidente Crocetta, e dall’altra l’esperto dirigente generale Anna Rosa Corsello.

Quest’ultima ha preso la parola nelle primissime battute e ha portato con sè un lungo dossier per ricostruire la vicenda. Le dimissioni, rassegnate già lo scorso 8 agosto, dalla dirigente rappresentano il primo colpo di scena del suo lungo intervento, durante il quale ha puntato il dito sugli affidamenti plurimilionari andati alle società pubbliche Italia Lavoro, Sviluppo Italia Sicilia, Formez, e alla società privata Ett, quella responsabile del click day.

Il nodo di Italia Lavoro. Questa società ha ricevuto per la realizzazione del Piano Giovani quasi 5 milioni di euro, per supervisionare il bando e per il processo di riqualificazione del personale dei centri per l’impiego. Secondo la Corsello questa scelta di affidare a Italia Lavoro gran parte della gestione del bando, delegittimando i centri per l’impiego, è da intestare alla volontà dell’assessore Scilabra.

La dirigente ha aggiunto che in base al progetto originario, approvato nel maggio 2013, i centri per l’impiego sarebbero stati responsabili delle procedure di attuazione del bando, ma una scelta di natura politica avrebbe indotto il giovane assessore a cambiare le carte in tavola.

“Il motivo è il timore esternato dall’assessoreha spiegato Anna Rosa Corsello - di una diminutio della propria visibilità a vantaggio dell’assessore al Lavoro Bruno”.

Nelli Scilabra ha respinto al mittente le accuse dicendo che “la preoccupazione dell’assessorato è sempre stata rivolta al Piano Giovani in modo che funzionasse, non chi dovesse gestirlo”.

L’assessore ha mostrato una missiva, datata febbraio 2014, nella quale la Corsello scrive al ministero del Lavoro per richiedere l’affidamento ad Italia Lavoro della gestione del piano.

Le accuse sulle assunzioni. Già nei giorni scorsi il capogruppo di Fi Marco Falcone aveva duramente attaccato l’assessorato alla Formazione per le assunzioni effettuate dalle società a cui è stata affidata la gestione del Piano. Secondo il deputato regionale risultano 54 nuove assunzioni e dubbi vi sono su una short list di esperti per la comunicazione. Questi ultimi, sempre secondo la versione dell’onorevole Falcone, sarebbero persone inserite nel “cerchio magico” dell’assessore Scilabra.

“Non ho parenti assunti in Italia Lavoroha ribattuto la Scilabrané genitori, né figli, né fratelli. Anzi molti di loro sono disoccupati”. Come già scritto precedentemente l’assessore ha querelato il deputato di Fi.

Il click day. L’affidamento a una società privata, la Ett, è uno dei temi più scottanti delle oltre due ore di audizione della commissione Lavoro. Contestatissima la scelta dell’affidamento diretto difesa, però, dalla dottoressa Corsello.

“L’affidamento alla Ettha chiarito il dirigentenon è stata una scelta discrezionale, ma deriva dal fatto che la società ha realizzato sistemi per il lavoro per altre dodici regioni e per lo stesso ministero del Lavoro”.

L’ombra lunga della parentopoli è arrivata anche alla Ett. Motivo del contendere un incarico di collaborazione affidato a luglio e ad agosto alla figlia della Corsello in una società consorziata alla stessa Ett.

Il Pd si smarca. L’assessore Scilabra, difesa a spada tratta dal presidente Crocetta, è rimasta sostanzialmente isolata. Le opposizioni, come da copione, l’hanno attacca duramente chiedendo le sue dimissioni, ma anche il Pd ha chiesto al suo esponente in giunta di fare un passo indietro. Nessuna voce dalla maggioranza si è levata per fare scudo al giovane assessore. Al momento è tutto rinviato a mercoledì prossimo quando la commissione Lavoro si riunirà nuovamente visto che ieri non è stato prodotto nessun documento ufficiale.

Le questioni rimangono tutte aperte e i tanti buchi neri di una vicenda lacunosa rimangono aperti, con buona pace dei tantissimi giovani siciliani che tante speranze avevano riposto nel Piano Giovani.

Commenti

commenti

Andrea Sessa



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli Correlati