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Consorzi di bonifica, ancora polemiche: “Politica assente, non possiamo più aspettare”

Protesta consorzio bonifica 1
11 set 2017 - 22:05

CATANIA -La situazione dei consorzi di bonifica siciliani è giunta al collasso a causa di una politica assente e poco attenta alle reali esigenze dell’agricoltura, il maggiore volano economico della Sicilia. Gli incendi e i cambiamenti climatici in corso impongono una strategia di recupero ambientale, con la tutela e la corretta gestione dei corsi d’acqua”.

È la denuncia della Fai Cisl siciliana che, per affrontare i temi della situazione generale dei consorzi di bonifica, riunisce i rappresentanti sindacali aziendali, mercoledì 13 settembre, nella sede Cisl di Enna, in piazza San Sebastiano.

A Catania, il consorzio di bonifica n. 9 è il più vasto della Sicilia e, con il consorzio di Caltagirone, arriva tra i primi in Italia: ha un comprensorio di 365 mila ettari; una superficie irrigabile di 48.579 ettari; una rete irrigua sviluppata per 2.032 chilometri; 42 settori irrigui.

“La bonifica rappresenta condizione primaria e necessaria per il mantenimento dell’agricoltura – afferma Pietro Di Paola, segretario generale della Fai Cisl etnea – un importante comparto che riesce ancora oggi a essere protagonista nella vita sociale ed economica della provincia di Catania”.

“Ma in Sicilia – aggiunge - più del 70% del territorio è a rischio idrogeologico e, con i cambiamenti climatici in corso, ormai non è più rinviabile una politica mirata al recupero e salvaguardia ambientale e alla corretta gestione dei corsi d’acqua, visto il cambiamento climatico. La Fai Cisl, attraverso i suoi rappresentanti regionali e territoriali ha più volte denunciato quanto stava per accadere e si è sempre fatta promotrice di soluzioni che potessero ridare il giusto slancio ai Consorzi di bonifica, che oramai sono rimasti gli ultimi enti per la difesa del territorio”.

“Nonostante una politica dedita allo sfascio, alla disorganizzazione e non certo alla programmazionesottolinea Di Paola – i lavoratori hanno continuato, attraverso il proprio sacrificio e togliendo economia alle proprie famiglie, a mantenere i servizi nel territorio, evitando di fatto delle pesantissime conseguenze per il comparto dell’agricoltura che oggi, già in difficoltà per tanti altri motivi, si ritroverebbe totalmente in ginocchio se in loro soccorso non fossero intervenuti gli aiuti dei lavoratori”.

“Ma tutto questo sembra non interessare i politici siciliani – denuncia il segretario della Fai Cisl catanese – che sono preoccupati per il loro futuro al punto tale da non capire nemmeno cosa approvano durante le sedute dell’Ars. È da definire pressappoco assurdo quanto recentemente approvato dai Deputati Regionali in alcuni commi dell’art.8 della L. R. Siciliana n.16 dell’11-08-2017, la legge di stabilità”.

Per Di Paola, “occorre puntare specificatamente su una maggiore competenza. Noi saremo parte attiva e responsabile per giungere a una definitiva soluzione adeguata a ridisegnare un nuovo ruolo ai consorzi, puntando su obiettivi ormai inderogabili come totale difesa e tutela del territorio regionale; progettazione, realizzazione, ristrutturazione e gestione di dighe e loro gestione per la raccolta e la conservazione d’acqua, sia per uso irriguo ma anche per uso potabile bene necessario nella nostra regione; progettazione, realizzazione e gestione di impianti per il recupero delle acque reflue; creazione di un gruppo di tecnici regionali capaci di intercettare, utilizzare e canalizzare tutti i tipi di fondi nazionali ed europei per realizzare i nostri progetti”.

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Redazione NewSicilia



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