Comune

Commissioni: il M5S chiede modifiche. Parisi (Grande Catania): “Caccia alle streghe”

consigflio catania
29 gen 2016 - 05:39

CATANIA - Continua il dibattito sulle commissioni consiliari del Comune di Catania.

Il Movimento Cinque Stelle con una nota annuncia una petizione popolare per chiedere la modifica del regolamento delle commissioni per ridimensionare i costi che, solo nel 2014, secondo le stime grilline ammontano a più di un milione di euro.

“Una spesa eccessiva, se confrontata con quella di città con una popolazione quasi uguale – spiegano i pentastellati -. Perché Verona (253.409 abitanti contro i 290.678 di Catania) ha solo sette commissioni e spende appena 360.420 euro? Sì, il gettone di presenza nella città veneta ammonta a 144 euro e quello di Catania a 75,51 ma il divario tra le spese dei due comuni è enorme”.

Così il meetup pentastellato ha inoltrato, già mesi orsono, una proposta al sindaco Bianco e alle autorità competenti per chiedere alcune modifiche al regolamento, tra cui la riduzione del numero delle commissioni (da 12 a 8) e dei suoi componenti (da 11 a 8), un limite minimo (45 minuti) di durata delle sedute e la corresponsione di un solo gettone di presenza giornaliero (solo per i consiglieri che partecipano ad almeno due terzi della riunione).

Ma c’è chi non ci sta come il presidente della commissione Bilancio Enzo Parisi che in una nota interviene sia sul caso della mafia in consiglio sia sulle commissioni.

Parisi spiega che “in questi giorni si è creato un palcoscenico fantastico con il tentativo di bollare l’intero consiglio comunale di Catania con l’etichetta di mafiosi. E’ bene ribadire che condividiamo il lavoro della commissione antimafia volto a verificare eventuali infiltrazioni di Cosa Nostra a Palazzo degli Elefanti ma lascia quantomeno perplessi le modalità e le tempistiche di intervento”.

“In qualità di presidente della commissione al Bilancio - prosegue Parisi – ho visto con favore la presenza dei componenti del “Movimento 5 Stelle” alle sedute pubbliche del nostro organo ispettivo. Una presenza che, mi auguravo, avrebbe portato idee e proposte innovative nella gestione della “Res Pubblica”. Invece c’è stato l’esatto contrario: una serie continua di esternazioni mediatiche ad effetto piene di inesattezze che oggi portano ad interpretazioni errate e distorte della verità che tende ad offuscare il serio lavoro svolto dalle commissioni consiliari”.

Per l’esponente di Grande Catania “essere tirati in ballo anche con paragoni che riguardano il comune di Verona: un caso che non può reggere visto che la città veneta presenta condizioni diverse da Catania; non solo perché gli scaligeri hanno dieci consiglieri comunali in meno rispetto a noi. Insomma solo coreografia maldestra che conferma come non ci siano contenuti validi da proporre in alternativa. Ubiquità? Spostamenti rapidi? Permanenza breve? Non voglio commentare caso per caso perché le motivazioni sono molteplici e non vanno focalizzate solo con la poca etica dei consiglieri come si è voluto fare credere”.

“Oggi il tutto si tramuta in una caccia alle streghe fino all’inverosimile. Questa non è più politica ma un gioco al massacro che non porta a niente e che non fornisce nessuna soluzione a reali problemi di Catania”, ha concluso il consigliere.

Commenti

commenti

Andrea Sessa



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli Correlati

Lascia un Commento