Protesta

CISL: domani agitazione dei dipendenti delle Province. Urge riforma

ars cisl sciopero
22 giu 2015 - 18:14

PALERMO - Dovrebbe aver luogo domani a Palermo una delle più grosse maniestazioni di protesta messe in atto dai dipendenti delle Province e dai sindacalisti della CISL. Scopo della protesta è quello di ottenere quanto prima una riforma degli enti, dei servizi e delle leggi che regolamentano tanto le condizioni di lavoro dei dipendenti, quanto l’offerta alla cittadinanza; tutto ciò ovviamente a prescindere dai disaccordi interni tra i partiti e dai continui fraintendimenti tra politica ed istituzione. 

Mimmo Milazzo, attuale segretario della CISL Sicilia ha infatti dichiarato: “Le beghe politiche non portano da nessuna parte. Seimila persone in Sicilia attendono una legge di riforma chiara su servizi alla collettività, risorse e personale dei liberi consorzi di Comuni e delle città metropolitane. Pensino a trovare un’intesa“. Lo sciopero avrà carattere regionale.

È inoltre necessario che si pensi ad una più precisa regolamentazione dei fondi giunti dall’Unione Europea e che rischiano, senza l’applicazione di normative specifiche, di andare sprecati o peggio di dover tornare al mittente. La riforma però, a quanto pare, giace sui tavoli dell’Ars ormai da tempi biblici. Sostiene infatti Mimmo Milazzo: “Le nuove città metropolitane sono soggetti attuatori di spesa Ue. Ma senza la legge che le istituisce, chi spende le risorse che l’Ue assegna a questi enti?“.

Particolarmente sentita poi è la questione dei lavoratori che rischiano ogni giorno, in maniera sempre più evidente, di rimanere vittime della mobilità e della liquidazione precoce, tutto ciò ancora a causa di una classe politica che non riesce a trovare dei punti di equilibrio; è ancora Mimmo Milazzo che sostiene: “La guerra tra partiti e dentro i partiti ci porta nel baratro sociale; senza le nuove norme, ad aumentare di giorno in giorno è il rischio mobilità per i lavoratori. E quanto alle Partecipate provinciali, a prendere concreta forma finirebbe con l’essere lo spettro della liquidazione”.

La riforma infine dovrà avere luogo entro e non oltre questo luglio, diversamente i lavoratori rischierebbero seriamente di perdere il loro posto. A prendere la parola stavolta è Gigi Caracausi, segretario della Fp CISL Sicilia: “Se non arriva la legge, già a settembre i precari delle ex Province potrebbero trovarsi con la lettera di licenziamento in tasca. I dipendenti in organico a loro volta scivolerebbero nella mobilità che, come si sa, è l’anticamera della perdita del lavoro. Insomma, in Sicilia c’è già troppa povertà e di un’ondata di nuovi poveri non se ne avverte proprio l’esigenza“.

 Il corteo muoverà alle 9.30 da piazza Verdi e si dirigerà sino all’ARS, dove nella tarda mattinata di domani dovrebbe avvenire un incontro tra i sindacalisti e Giovanni Ardizzone, presidente dell’Ars.

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Valentina Idonea



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