Intervista

Ciaccio (M5S) a tutto tondo: dai ballottaggi alle dimissioni di Alfano

Giorgio Ciaccio capogruppo M5S all'Ars
15 lug 2016 - 06:39

PALERMO – Abbiamo intervistato Giorgio Ciaccio, deputato Ars e capogruppo per il Movimento Cinque stelle, spaziando tra i risultati elettorali e le recenti dimissioni chieste al ministro dell’interno Angelino Alfano dai deputati pentastellati a Roma.

Un’altra domanda ha riguardato il referendum costituzionale di ottobre, che vede M5s schierato dalla parte del no.

Per quanto riguarda infine la triste – e maleodorante, è il caso di dirlo – vicenda dei rifiuti che sta affliggendo la Sicilia, Ciaccio ha dichiarato: “La gestione dei rifiuti è un argomento molto complesso, perché quello che stiamo vivendo oggi in Sicilia è il frutto di scelte scellerate che ci portiamo dal passato. Quando ci siamo insediati all’Ars, noi del M5s abbiamo subito presentato una mozione, la numero 59, in cui abbiamo elencato tutti i punti che il governo avrebbe dovuto seguire per andare incontro alla cosiddetta strategia ‘rifiuti zero’ che consiste nell’incrementare la raccolta differenziata, nel cercare di ridurre a monte la produzione di rifiuti tramite delle buone pratiche a cui il cittadino deve ottemperare tutti i giorni nella sua quotidianità. Faccio un esempio banale per cercare di rendere l’idea: è meglio comprare la frutta sfusa piuttosto che quella imballata, oppure servirsi delle fontane pubbliche, la cui acqua è controllata e garantita, senza lasciarsi condizionare mentalmente dalle grandi lobbies che vogliono farci credere che la migliore acqua sia quella minerale delle bottiglie di plastica. Queste buone pratiche si traducono poi in risparmio concreto, non soltanto da parte dell’Ente pubblico, ma soprattutto del cittadino che così evita di pagare per avere un servizio che finisce col danneggiare l’ambiente e quindi paradossalmente se stesso. Questa mozione è stata ritenuta talmente di buon senso da venire votata all’unanimità da tutto il parlamento siciliano. Purtroppo però l’attuale governo non l’ha mai posta in essere. Presumiamo, solo il tempo ci darà ragione, che gli interessi che c’erano nel vecchio governo Lombardo, quindi quello degli inceneritori, si siano ripresentati con l’intento di costruirli. Ma senza voler entrare nel merito circa la questione ‘inceneritore si o no’ una cosa è sotto gli occhi di tutti: ci sono i rifiuti in mezzo alla strada e quindi bisogna ricorrere alle buone pratiche. Non si può pensare che l’inceneritore venga realizzato domani, anche perché generalmente i tempi di realizzazione di un’opera pubblica in Sicilia si aggirano intorno ai cinque anni. E durante questi anni che facciamo, andiamo avanti sempre con la politica dell’emergenza, favorendo chi ci guadagna, ovvero le discariche private, o gli impianti privati? Il Movimento è per una gestione virtuosa e pubblica, per cui è ovvio che contestiamo e constrastiamo il sistema degli inceneritori, sia per un fattore di salute pubblica che per tutti gli interessi che vi sono celati dietro. Prova ne sia che il nostro sindaco di Bagheria ha imposto in questi giorni la raccolta differenziata, ben sapendo che essa non è graduale: si passa dallo zero al 40% in un mese. Questo alleggerirebbe di molto anche la quantità di materiali da portare in discarica. Il problema sta nel fatto che non si vuole affrontare il problema degli enti gestori, degli ATO, degli ARO, degli SRL, forse perchè dopo troppi clientelismi adesso nessuno si vuole prendere la responsabilità di mettere un punto a questo sistema, che atti parlamentari, quindi non Giorgio Ciaccio o il Movimento, definiscono essere in mano a gestione mafiosa, all’interno del Coinres. Non dobbiamo ovviamente fare di tutta l’erba un fascio, però dobbiamo dire basta al sistema di gestione che c’era prima“.

Teresa Fabiola Calabria

Redazione NewSicilia



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