Polemica

Catania, il solarium della discordia. Zuccarello: “Bianco si scusi”

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27 lug 2015 - 19:11

CATANIA - Sulla vicenda del solarium incompleto di San Giovanni li Cuti che doveva essere destinato, per metà, ai disabili interviene il componente dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia Luciano Zuccarello che punta il dito contro l’amministrazione comunale e il sindaco Enzo Bianco.

“Il nostro sindaco – spiega Zuccarello – così bravo con le passerelle e le sortite mediatiche regala alla città un’altra perla: un solarium ancora da completare a fine luglio lasciato irresponsabilmente incustodito alla mercé di tutti e potenzialmente pericoloso per i bambini”.

“Ma mago Merlino Bianco – aggiunge l’esponente di FdI – prosegue nella sua incessante opera di pressapochismo politico. Come dimostra un’inchiesta giornalistica l’associazione a cui è stata affidata – senza approfondimenti di sorta – ha sede a Rimini e il Comune non si è minimamente informato sulle attività che essa svolge per i disabili concedendo con inaudita leggerezza le autorizzazioni necessarie”.

“Così – attacca Zuccarello – si consuma l’ennesima vergogna per la nostra città. In piena estate, in uno dei posti più suggestivi e noti di Catania, turisti e bagnanti assistono allo spettacolo riprovevole di uno scheletro di legno e acciaio lasciato all’abbandono. Con la beffa ulteriore per i diversamente abili che avevano sperato di poter fruire di un’ampia piattaforma che mai vedrà – per insipienza amministrativa – la luce”.

“Ancora una volta l’amministrazione ha dato prova – conclude Zuccarello – di pochezza anche negli atti più semplici. Altro che primavera catanese! Siamo in pieno inverno da oltre due anni! Adesso si provveda a smontare lo scheletro di legno e si chieda scusa a Catania e ai catanesi!”.

Sul caso interviene anche il consigliere di Grande Catania Giuseppe Castiglione: “È inconcepibile lasciare il solarium in queste condizioni. Un progetto partito con notevole ritardo e sospeso nelle ultime settimane lasciando materiale edile alla portata di chiunque. Un danno enorme all’immagine di questa parte della città affollata ogni giorno da centinaia di persone che protestano e che chiedono di eliminarla completamente per potersi riappropriare dell’area”.

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Andrea Sessa



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