Polemiche

Catania, responsabile del solarium indagato per mafia. Messina: “In questa città due pesi e due misure”

font foto: lasiciliaweb.it
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1 ago 2016 - 11:24

CATANIA - L’appalto per la gestione dei solarium e delle spiagge comunali è stato affidato ad una azienda il cui dipendente responsabile della gestione è stato rinviato a giudizio nell’ambito di un’inchiesta per mafia con l’accusa di essere stato il prestanome di Orazio Buda, uomo vicinissimo al capomafia del clan Cappello.

Manlio Messina non ci sta ed esprime il suo parere come consigliere comunale e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia: “E dire che il sindaco aveva imputato i ritardi sull’apertura delle spiagge libere con la scusante di garantire legalità e trasparenza. Dinnanzi a questa vicenda è inaccettabile il silenzio delle varie associazioni da sempre in prima linea nella lotta alla mafia come Addio Pizzo, Libera o Città Insieme: questa è una situazione che ancora una volta dà la sensazione che in questa città vi siano due pesi e due misure, come se la mafia vada rilevata solo quando ha a che fare con una parte politica”.

“Se vi è l’ombra della mafia sulla gestione delle nostre spiagge libere – ha proseguito Messina – si intervenga subito e rivolgiamo un appello alla Commissione Antimafia regionale e nazionale. Nella consapevolezza che questa amministrazione non abbia nulla a che fare con la mafia, allo stesso modo è indubbia l’incapacità di amministrare questa città. Questo episodio, che si aggiunge ad altri altrettanto equivoci, deve svegliare le coscienze dei cittadini catanesi e delle associazioni di vario tipo che dovrebbero sentirsi motivate a chiedere le immediate dimissioni del sindaco e dell’intera giunta”.

Gabriele Paratore



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