Intervista

Catania, le proposte di Artini (AL) sull’immigrazione: “Lavoro volontario e visto temporaneo”

Artini
Massimo Artini
20 ago 2015 - 11:05

CATANIA - Si svolgerà questa sera, 20 agosto, nei locali della palestra Lupo un incontro aperto al pubblico per discutere, con il deputato della Camera Massimo Artini (vice presidente Commissione Difesa e membro del Comitato Parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen), sulle possibili soluzioni da attuare nell’immediato per rispondere concretamente e in modo opportuno al fenomeno dell’immigrazione.

Artini – nel gruppo di Alternativa Libera – dopo l’espulsione dal M5S con diverse polemiche batte su uno dei temi più caldi dell’attualità italiana con delle proposte riguardanti l’istituzione di un visto temporaneo umanitario comunitario con validità per tutta l’area Schengen e l’istituzione di uffici per l’asilo e le migrazioni direttamente nei paesi interessati (come Ciad, Niger, Tunisia e diversi altri) per valutare direttamente in loco l’assegnazione dei visti umanitari. Inoltre – durante l’incontro - verrà illustrata la proposta di legge per l’introduzione del volontario civile dei migranti richiedenti asilo.

NewSicilia.it ha intervistato Massimo Artini sulle proposte avanzate dal suo gruppo.

- Parlerete di immigrazione. In tanti hanno proposto ricette diverse, le vostre da dove nascono?

“Nascono dall’esigenza di mettere in campo soluzioni concrete e non slogan. C’è da fare molto e di più in politica estera e serve un piano europeo per gestire l’emergenza. Innanzitutto noi diciamo di valutare se i migranti e i richiedenti asilo possano essere utili alla società e a supportare i sindaci che in questo momento si trovano in grande difficoltà. Occorre ripensare l’accoglienza e una nostra proposta è quella di proporre ai migranti un volontariato che li faccia rendere utili per piccoli lavoretti svolti per la comunità che li ospita. Una sorta di volontariato civile con regolamenti ben precisi e una copertura assicurativa facendo tutto nella piena legalità”. -

L’altra proposta è quella di istituire degli uffici direttamente in Africa, nei paesi interessati dalle partenze, per stabilire l’assegnazione delle quote nei vari paesi europei…

“Esatto, così verrebbe meno sia il business dei migranti sia le morti in mare che sono all’ordine del giorno. Con i soldi risparmiati per le operazioni di pattugliamento e soccorso in mare si istituirebbero degli uffici in grado di valutare e di concedere i visti e organizzare i trasferimenti suddividendo già in partenza le quote nei vari paesi europei”.

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Andrea Sessa



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