Giudiziaria

Catania, processo a Lombardo per voto di scambio. L’ex presidente: “Assolutamente estraneo”

lombardo
Raffaele Lombardo
19 mar 2015 - 21:04

CATANIA - L’udienza che si è tenuta oggi nella pretura etnea ha segnato un cambio di passo. Raffaele Lombardo – accusato di voto di scambio con il figlio Toti in occasione delle scorse elezioni regionali del 2012 – è intervenuto con una dichiarazione spontanea per difendersi e rigettare il teorema accusatorio.

“Io e mio figlio Toti - spiega l’ex governatore – siamo assolutamente estranei alle accuse. Si parla di voto di scambio e corruzione elettorale in uno dei pochi casi in cui non esistono. Ernesto Privitera è con noi da sempre, dal 1970. Se dovessi investire qualunque utilità – come dice il codice – con un’assunzione o una donazione di denaro lo farei, compiendo ovviamente reato, per acquisire alla mia causa persone che non militano nel mio partito”.

Quest’oggi è stato scandagliato il contenuto delle intercettazioni, ambientali e telefoniche, che proverebbero il voto di scambio. Sono indagati inoltre l’ex consigliere municipale Ernesto Privitera, Angelo Marino e Giuseppe Giuffrida.

Dalle intercettazioni in merito a Gianfranco D’Aquino e di Ernesto Privitera sono emersi, secondo i pm Lina Trovato e Rocco Liguori, le prove riguardanti un sistema elettorale per la raccolta dei voti.

Sono emersi anche i nomi di ex ed attuali consiglieri comunali di Catania e le circostanze riguardanti l’assunzione di Giuseppe Giuffrida nella Oikos, per il servizio di nettezza urbana, subito dopo le scorse elezioni regionali.

Raffaele Lombardo, difeso dall’avvocato Salvo Pace, durante il suo intervento in merito alla estraneità riguardo all’accusa contestatagli e al rapporto con Ernesto Privitera ha dichiarato: “Facendo un esempio è come se io mi recassi da un notaio per acquistare una casa, spendendo dei soldi, per comprare una casa che è già mia. Il notaio mi guarderebbe negli occhi e con atteggiamento comprensivo mi accompagnerebbe alla porta”.

“Ernesto Privitera - ha aggiunto l’ex presidente della Regione - è rimasto con il mio schieramento, a differenza di decine di altre persone, anche dopo le elezioni regionali del 2012 quando il mio partito è andato all’opposizione non governando più nulla. Privitera si è candidato nelle mie liste per le comunali non venendo eletto. Non c’è stata alcuna acquisizione di voti”.

Nel corso dell’udienza è stato interrogato dalle parti il sovrintende di Polizia Agatino Todaro in merito alle intercettazioni ambientali e telefoniche effettuate. La prossima udienza si terrà il prossimo 9 aprile e sarà interrogato l’ex presidente Raffaele Lombardo.

Sulla vicenda della Sac Lombardo ha affermato: “Ci trovavamo in emergenza per l’inaugurazione e dovevamo assicurare un servizio di pulizia. Tra due enti, come Sac e Pubbliservizi, siamo arrivati a questa soluzione per ospitare il ministro delle Infrastrutture. E ora ci troviamo dinanzi a una richiesta di condanna che mi amareggia. Nel rispetto dei ruoli dei pm e dei giudici io scriverò e vorrò essere sentito prima che sia presa una decisione”.

Poi Lombardo ha anche parlato di politica, dicendo di non avere un buon ricordo degli anni a Palermo come presidente: “Se dovessi tornare indietro mi candiderei a tutto tranne che alla presidenza della Regione. Mi spiace per il presidente in carica (in riferimento all’indagine; ndr) e ciò può comportare problemi giudiziari per chicchessia”.

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Andrea Sessa



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