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Catania, partecipate nel caos. Le opposizioni: “Stop a sprechi e bandi ad hoc”

L'opposizione consiliare (foto archivio)
L'opposizione consiliare (foto archivio)
13 feb 2015 - 11:53

CATANIA – Dopo tante richieste finalmente, il prossimo 5 marzo, si terrà un consiglio comunale straordinario sulle partecipate e sulla loro delicata situazione economica e gestionale.

L’opposizione lo chiedeva da tempo e oggi l’ha annunciato durante una conferenza stampa congiunta, con gli esponenti dei gruppi di Area Popolare, Grande Catania e Forza Italia, nella quale ha sviscerato le criticità delle società partecipate.

I consiglieri comunali chiedono un’operazione verità sulle aziende e una programmazione che possa valorizzarle e tutelare il diritto dei cittadini a servizi di qualità e il diritto dei lavoratori ad avere un posto sicuro.

“Mancano i piani industriali - spiega Manlio Messina, capogruppo di Area Popolare - e anche aziende come la Sostare che prima erano in attivo adesso chiudono in passivo. Vogliamo capire cosa stia succedendo. Si vuole svendere l’Asec senza valorizzare l’azienda: non hanno idea di come gestire le partecipate”.

Sulle polemiche riguardanti i bandi Amt e Sostare, rispettivamente per un addetto stampa e per un direttore generale, Messina è netto: “Siamo tornati alla prima repubblica: queste aziende vengono viste come utili collocazioni per favori politici”.

Se il bando della Sostare è stato ritirato continua a tenere banco quello dell’Amt per addetto stampa. Particolarmente infuocata risulta essere stata l’ultima seduta della commissione Bilancio: il presidente dell’Amt Carlo Lungaro, sollecitato dai consiglieri, avrebbe rilasciato dichiarazioni parecchio interessanti sulla vicenda anche se non si è trovato modo di approvare il verbale.

Il contestatissimo bando per un giornalista continua a sollevare polemiche. Manlio Messina aveva vaticinato pubblicamente il nome del vincitore scrivendolo in una busta chiusa.

“Noi non siamo una commissione d’inchiesta - spiega il presidente della commissione Bilancio Enzo Parisi - ma cerchiamo di esaminare i numeri e i conti. Sulle partecipate non vi sono piani industriali e non vi è una struttura organizzativa unica per coordinarle nell’ottica di una spending review”.

Sul caso dell’addetto stampa “milionaria” Parisi auspica “la ricerca di forze interne al Comune” e spera che in consiglio comunale si possa fare chiarezza.

Per Giuseppe Castiglione, capogruppo di Grande Catania, l’occasione del consiglio sarà ghiotta: “Finalmente potremo chiedere pubblicamente ai presidenti cosa vogliono fare per i cittadini e per i lavoratori e vogliamo confrontarci sui bilanci analizzando dati certi e chiarire le responsabilità nei confronti di Catania”.

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Andrea Sessa



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