Accusa

Catania, M5S contro Bianco: “Chiederemo scioglimento della giunta per mafia”

cinque stelle
16 gen 2016 - 12:44

CATANIA - A due giorni dall’audizione del sindaco di Catania Enzo Bianco alla Commissione nazionale antimafia, per via delle inchieste legate al Pua (piano urbanistico attuativo) e per dei presunti legami con esponenti della criminalità organizzata, in cui il primo cittadino etneo ha sostenuto la sua totale buona fede, continuano i tumulti in casa Movimento 5 Stelle.

A guidare la crociata il leader del movimento Beppe Grillo che ieri nel suo blog ha pubblicato un’invettiva contro Bianco chiedendo le dimissioni del sindaco. Questa mattina a rincarare la dose ci hanno pensato gli esponenti locali pentastellati che hanno convocato una riunione per decidere una linea comune che abbia l’obiettivo di far sciogliere la giunta attuale. 

In particolare si è parlato di un “quadro allarmante” del Comune di Catania.  “La condotta del sindaco Bianco davanti alla Commissione nazionale antimafia è stata assolutamente vergognosa. Non ha saputo replicare alle domande postegli dai parlamentari, affermando addirittura di non essere a conoscenza del fatto che Mario Ciancio fosse indagato all’era dei fatti. Non ci prenda in giro, Ciò che ha fatto è sotto gli occhi di tutti. Un normale cittadino, quale era lui al tempo, è entrato all’interno del Comune per telefonare al dominus di Catania. Già questo sarebbe assurdo ma in più basta leggere le trascrizioni delle intercettazioni per rendersi conto di cosa ci sia sotto“, tuonano i cinque stelle. 

Nei prossimi giorni depositeremo un’interrogazione parlamentare in cui chiederemo di valutare la possibilità dello scioglimento del Comune di Catania per infiltrazione mafiosa. I magistrati hanno deciso di prosciogliere Ciancio in processo, ma ciò non vuol dire che l’amministrazione debba rimanere immobile davanti a delle condotte così poco trasparenti“, chiudono i grillini.

E nel frattempo la deputata del Movimento cinque stelle, Dalila Nesci, si scaglia contro Mario Orfeo, direttore del Tg1 che, nell’edizione di ieri del telegiornale, ha umiliato violentemente e in modo imbarazzante il pluralismo televisivo. 

Quella portata avanti dal Tg1 diretto da Mario Orfeo è una campagna filogovernativa che umilia in modo imbarazzante il pluralismo televisivo. Il primo telegiornale italiano continua a costruire casi su notizie inesistenti come quella di Pomezia, mentre ignora argomenti seri come quello dei tre consiglieri del comune di Catania che hanno legami con persone legate alla mafia”, queste le parole della deputata. 

“Non si parla del caso Catania – continua la portavoce M5S in commissione di Vigilanza Rai – dopo che lo stesso è approdato in commissione Antimafia, perché le vicende che riguardano esponenti del Partito democratico non possono venire raccontate da chi vuole restare attaccato alla propria poltrona, sopravvivendo ai possibili valzer di nomine, aggrappandosi alla sottana del renzismo”.

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Santi Liggieri



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