La risposta

Catania, Idonea duro contro il sindaco Bianco: “Ha leso la mia onorabilità”

idonea
1 feb 2016 - 12:37

CATANIA -Circostanza triste, è stata lesa la mia onorabilità“, comincia con queste parole la conferenza stampa convocata questa mattina dall’ormai ex commissario liquidatore dell’Amt di Catania, Giuseppe Idonea. Accusato di “gravi irregolarità nella gestione della società” (queste le parole contenute nel comunicato stampa del comune che ufficializzava la revoca dal suo incarico lo scorso 26 gennaio) Idonea era stato nominato da Bianco nel novembre del 2014 per supervisionare l’Azienda Municipale Trasporti.

Abbiamo fatto una verifica di 870 ruoli e 2.700 sotto-ruoli in soli 40 giorni. C’erano cartelle esattoriali per 52 milioni di euro che ho verificato rilevando, insieme a dei professionisti numerose criticità e allora mi sono rivolto alla magistratura che mi ha dato ragione ritirando tutte le cartelle e annullando di fatto il debito“.

Idonea ha parlato anche del rapporto con il sindaco di Catania, Enzo Bianco sostenendo che quest’ultimo fosse a conoscenza di ogni passaggio effettuato dal commissario: “Quando sono andato dal sindaco, l’ho fatto con i consulenti che avevo scelto su indicazione dello stesso Bianco, per chiedere il suo parere, pur non essendo costretto a farlo, e lui avallò dichiarandosi a totale disposizione“. 

Sulle parcelle molto salate sborsate nei confronti dei professionisti da lui selezionati (per difendere un bene comunale) Idonea ha tenuto a precisare: “Per recuperare i terreni non abbiamo speso le cifre esose di cui ha parlato il sindaco, bensì 50 mila euro per ottenere un bene difeso da nessuno di un valore notevolmente maggiore“. 

Idonea dice di aver scoperto verità a lui mai dette, tra cui una procedura esecutiva risalente al 2010 dove veniva fuori che i famosi terreni del Pua erano stati pignorati per soli novemila euro. Fu allora che il commissario, in compagnia di esperti edilizi, fece un sopralluogo sul posto. “Erano 76 ettari di terreno, chiunque poteva capire il reale valore di quel bene e nonostante questo nessuno lo ha difeso. È una vergogna essere accusato per aver speso dei soldi utili a difendere un patrimonio della città”.

Santi Liggieri



© RIPRODUZIONE RISERVATA