Consiglio comunale

Catania, fuoco incrociato sull’amministrazione. Riparato l’errore milionario

consoli
Marco Consoli.
22 gen 2015 - 21:31

CATANIA - La votazione della delibera che revoca in autotutela l’errore milionario relativo all’approvazione di un debito fuori bilancio di 1 milione e 600mila euro si trasforma in un duro j’accuse del consiglio – senza distinzione tra maggioranza e opposizione – nei confronti dell’amministrazione.

La vicenda è emersa recentemente in commissione bilancio: lo scorso maggio era stata votata da 27 consiglieri – l’unanimità dei presenti alla seduta – una delibera per il riconoscimento del debito riferibile alla lettera A da pagare alla cooperativa sociale socio sanitaria Villa Serena di Siracusa a seguito di un decreto ingiuntivo. 

I consiglieri, attoniti, sono stati avvisati che il debito non è da quelli da liquidare e potrebbe non esistere perché l’amministrazione si è opposta e vi è un procedimento giudiziario in corso.

Il presidente della commissione bilancio Enzo Parisi ha spiegato che “la delibera era inserita in un elenco di 130 debiti fuori bilancio” e l’approvazione è stata un “errore frutto della confusione, anche se l’assessore Girlando aveva spiegato che il debito era definitivo ed era supportato dal parere dei revisori dei conti”.

Per questo motivo il consigliere di Grande Catania Parisi ha presentato un ordine del giorno che impegna l’amministrazione “ad effettuare un monitoraggio e ulteriore verifica delle delibere concernenti i debiti fuori bilancio per verificare se non vi siano ulteriori errori di interpretazione”.

L’ordine del giorno è stato approvato con 25 voti favorevoli e una astensione – di Giovanni D’Avola del Pd – e segnala la volontà dei consiglieri di “mettersi al sicuro” da nuovi ed eventuali errori.

Infatti Anastasi – in linea con altri colleghi dell’opposizione – ha spiegato che “d’ora in poi ogni delibera passerà sotto una grandissima lente d’ingrandimento prima di essere votata”. Per Andrea Barresi l’errore è dovuto a “inettitudine burocratica” e ha parlato di una “amministrazione allo sbaraglio”.

La delibera di revoca in autotutela è stata approvata con 24 voti favorevoli e l’astensione del consigliere D’Avola e di certo ha aperto un precedente che non rende sereni i membri del civico consesso in occasione delle future votazioni dei debiti fuori bilancio.

Ma la parte “sanguinolenta” per la giunta è stata quella delle comunicazioni dei consiglieri. A testa bassa Anastasi e Messina: il primo ha criticato l’assessore Villari che aveva tacciato di demagogia parte del consiglio: “Nel mio gruppo consiliare nessuno è demagogico. Non mi ha risposto sulla mia proposta relativa al tavolo tecnico sull’Isee e i nuovi parametri da fissare”.

Mentre il secondo, capogruppo di Area Popolare, è intervenuto sul contestato restauro della fontana dell’Amenano: “Come si può montare un ponteggio a dieci giorni dalle celebrazioni agatine? Non capite che ci sono già i bagarini che vendono i biglietti per salirci sopra?”.

Altre critiche sono piovute sulla vicenda del bando Amt e sulla gestione del new jersey di Corso delle Province. L’assessore D’Agata ha ribadito quanto detto ieri: vi era un accordo con Confcommercio sui lavori già a dicembre e in un siparietto sulla Kefiah del consigliere Barresi ha svelenito il clima.

Sulla vicenda del bando per direttore Sostare - a seguito delle dichiarazioni del presidente di quest’oggi – Sebastiano Arcidiacono ha chiarito che “il bando è ancora nell’albo pretorio e nel sito della partecipata” e che l’interpellanza era rivolta all’assessore e non al presidente.

“Voglio una risposta scritta dall’assessore - ha proseguito l’esponente di Sicilia Democratica - e in tempi urgenti così come ho richiesto. Il mio interlocutore è Girlando e quando si dice che all’interno di Sostare non vi era alcuna figura idonea si fa un’offesa a tutti i dipendenti del Comune. Evitiamo di offendere l’intelligenza di persone che lavorano e smettiamola di cercare all’esterno le professionalità”.

Critico anche il consigliere Giuseppe Musumeci sulla lentezza della burocrazia comunale: “Ci sono troppe pratiche ferme ed è intollerabile: abbiamo una macchina amministrativa bloccata e occorrono risposte per i cittadini che ci hanno votato”.

Il vicesindaco Consoli ha garantito che sul tema del nuovo Isee verrà avviato un confronto e che l’impalcatura dei lavori relativi alla fontana dell’Amenano verrà messa in sicurezza. Mentre sui dehors – spariti dal dibattito politico dopo l’iniziale fiammata – Consoli ha spiegato che “l’assessore Mazzola è pronta per illustrare l’iter della delibera”. Ma quando verrà portata in aula non è dato sapersi.

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Andrea Sessa



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