Caso

Catania, discoteca in via Gisira: Bianco “balla” sulla trasparenza

Foto di repertorio
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24 mar 2015 - 12:09

CATANIA - L’ennesimo atto di una vicenda che ormai si protrae da tempo. L’ex supercinema Vittoria è una discoteca in pieno centro cittadino e i residenti – diverse volte attraverso esposti, denunce e lettere alle istituzioni – hanno evidenziato una situazione ormai invivibile a causa dei decibel che provengono dal locale.

Il Comune – attraverso un comunicato stampa – aveva rassicurato i residenti affermando di “essere prontamente intervenuto” e aveva addebitato i decibel troppo elevati a una “trappola acustica con i supporti rotti” ma per i cittadini è tutto il locale che è sprovvisto di adeguata insonorizzazione.

Inoltre, la settimana scorsa, doveva avvenire il sopralluogo della commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo per esprimere un parere tecnico e i residenti avevano chiesto di poter visionare i lavori.

Questi ultimi non si sono tenuti ma il Comune ha impedito la partecipazione dei cittadini perché “secondo il decreto si vieta la presenza di estranei alla commissione durante il sopralluogo e la richiesta risulta assolutamente infondata e illegittima”.

L’Arpa regionale però, lo scorso novembre, ha rilevato emissioni sonore superiori al limite di legge e da allora nulla è stato fatto: molti residenti hanno dovuto spostare le proprie camere da letto per cercare di riposare durante le “serate”.

Quindi il consigliere del Pd Niccolò Notarbartolo ha preso carta e penna e ha scritto al segretario generale e al presidente della commissione evidenziando il proprio disappunto per il divieto di partecipazione dei cittadini ai lavori.

“Ai cittadini - scrive Notarbartolo - è parsa una beffa leggere dal comunicato del Comune di “soluzione vicina”.

Per il consigliere – secondo i principi di trasparenza – le affermazioni del Comune riguardo la commissione sono false. In primo luogo perché i residenti non chiedevano di far parte della commissione ma di assistere ai lavori e in secondo luogo perché viene calpestata la trasparenza dell’azione amministrativa e la partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche.

Detto questo il consigliere chiede – nella parte finale della sua missiva – di poter prendere parte ai lavori della commissione  “a meno che l’amministrazione non ritenga che neppure in relazione alla tutela degli interessi dei cittadini e della loro salute, non solo ai soggetti privati ma a un consigliere debba essere negata la possibilità di svolgere la propria attività di controllo”.

Un’altra missiva l’ha scritta una residente del centro storico che lamenta “le palesi bugie ed evidenti falsità” delle comunicazioni del Comune e spiega che i decibel superati non sono conseguenza del malfunzionamento della trappola acustica.

Poi la cittadina evidenzia la “supercazzola” dell’amministrazione che “si vanta di avere a cuore il rispetto delle leggi e sottolinea la prontezza nel risolvere il problema quando l’apertura del locale risale al 31 ottobre e ora siamo a marzo”. E si adombrano anche sospetti su interessi di pochi.

 

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Andrea Sessa



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